07 ottobre 2019

Minima Materialia, memorie della modernità. Olivetti Lettera 22

  • Di Mariella Giammarini

Lettera 22, progettata nel 1950 dal designer e pubblicitario Marcello Nizzoli, ha linee essenziali e gioca con una vivace varietà cromatica: nasce per essere un oggetto unico e tuttavia popolare; il suo stile inconfondibile viene riconosciuto, premiato nel 1954 e poi accolto nell’ empireo del MOMA.

Lettera 22 è oggi pezzo cult del modernariato, oggetto feticcio delle nostalgie d’antan di alcune generazioni. Questa assunzione nel catalogo degli oggetti mito del periodo ruggente dell’industria italiana non rende però giustizia alla più famosa macchina da scrivere di casa Olivetti. Se il catalogo delle efficaci immagini pubblicitarie, che l’hanno fatta entrare tra gli oggetti d’uso quotidiano degli italiani, presenta un prototipo nato per essere funzionale, efficiente, leggero, colorato come non si era mai pensato dovesse essere uno strumento di lavoro, non va trascurato il suo valore iconico. Le caratteristiche formali esprimono un’etica: la filosofia industriale e sociale di Adriano Olivetti.

Lettera 22 è l’espressione oggettivata di un’idea, di un progetto industriale consapevole di essere anche, e soprattutto, progetto culturale, un modello di Comunità, parola chiave del sogno olivettiano."

Olivetti Lettera 22

Olivetti Lettera 22

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