09 gennaio 2020

Noi siamo un potere politico?

Mattia Effrem, appunti per una saga/3

Tiny Thomas li guardò sorridendo. Sono l’amministratore delegato e il presidente della TT. Lieto di incontrarvi. Son qui per spiegarvi dove siete.

Quello che dovete fare lo spiegherà il manager della vostra unità.

Noi raccogliamo tutti i dati di circa due miliardi di persone, la quasi totalità della popolazione attiva. Siamo gli unici al mondo. Nessuno può competere con noi. Di ciascuno dei circa due miliardi di persone possiamo sapere in due secondi, quanto ha in banca, che auto ha, dove è in questo momento, chi sono i suoi amici, che tipo di biancheria intima compra, quanto latte ha in frigo, che spettacoli preferisce seguire sulla tv, cosa fanno i figli, se ci sono, cosa fa il coniuge se c’è, se è omosessuale, bisessuale o eterosessuale, se è mormone, buddista, islamico, cristiano o ebreo, se è sano o malato, quali farmaci compra abitualmente e così via. A cosa serve tutto questo? Spiego subito. Se io so che tipo di latte compra il signor Wilson che vive a Dunedin, circa 100.000 abitanti nel Sud della Nuova Zelanda, gli posso indicare una marca di latte che possiede le qualità che lui preferisce ed è più digeribile, perché ad esempio ho constatato che ha recentemente comprato farmaci contro il reflusso gastrico; aggiungo poi che quel latte, oltre ad essere più digeribile, previene il reflusso gastrico. I nostri signor Wilson abitano in tutte le città del mondo. Loro ci hanno fornito gratuitamente e cortesemente i loro dati e noi ricambiamo la cortesia facilitando la loro vita, perché gli offriamo gratuitamente la possibilità di acquistare tutto quello che a loro serve o potrebbe servire e che è compatibile con le loro possibilità economiche, le abitudini alimentari, i tabù religiosi etc. I prodotti che consigliamo sono nello stock dei fornitori nostri affiliati, alcuni milioni, dai grandi magazzini americani ai piccoli coltivatori pakistani, che pagano per affiliarsi perché conoscono la nostra professionalità e riconoscono il nostro primato.

Secondo esempio. Tutti gli Stati hanno servizi di informazione e sicurezza con lo scopo di garantire la sicurezza dei cittadini e dello Stato. Perché le due parole: informazione e sicurezza vanno sempre in coppia? Perché l’informazione è il fondamento della sicurezza. Uno Stato disinformato è uno stato insicuro. Ma questi servizi non possono acquisire i cosiddetti dati sensibili, sulle opinioni religiose, sulle propensioni politiche e sindacali, sulle abitudini sessuali, sulla salute, sulla geolocalizzazione. Noi questi dati li abbiamo tutti. E li abbiamo, ripeto, perché i titolari ce li hanno forniti spontaneamente. E ce li forniscono spontaneamente perché noi rendiamo più facile la loro vita e valorizziamo il loro tempo, mente lo Stato rende la vita più difficile e fa perdere un sacco di tempo.

Perché le due parole: informazione e sicurezza vanno sempre in coppia? Perché l’informazione è il fondamento della sicurezza. Uno Stato disinformato è uno stato insicuro.

Noi, essendo in possesso di quelle informazioni, possiamo garantire la sicurezza dei cittadini meglio di quanto possano fare i diversi apparati pubblici. Se ci accorgiamo che personaggi a noi noti per praticare la violenza politica o criminale convergono da diverse città in uno stesso Paese, ad esempio, informiamo le autorità di governo di quel Paese, se quel paese ha una convenzione con noi.

I governi trovano conveniente avere convenzioni, naturalmente segrete, con noi.

Noi garantiamo una vita più piacevole, più felice, più serena, più sicura. E manteniamo le nostre promesse. Questo ci rende essenziali, rispettati e amati. Aggiungo che sinora in dodici anni di attività, nessun nostro dipendente ha violato i protocolli di sicurezza interni che vi saranno illustrati tra poco. Anzi, mi correggo: c’è il caso di un dipendente che intendeva vendere ad un nostro piccolo concorrente un pacchetto di dati; purtroppo, prima che il suo progetto andasse in porto, ha avuto uno spaventoso incidente stradale. Ci è dispiaciuto; era una bella ragazza, molto capace.

Una mano si alzò. “Signore, mi è permessa una domanda”.

“Il suo nome prego e il suo paese di provenienza”

“Sono Kubra, Nigeria”

“Prego Kubra, ha venti secondi”

“Grazie signore; noi siamo un potere politico?”.

Leggi Mattia Effrem, appunti per una saga/4

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