15 novembre 2019

Olivetti, Piaggio, Spagnoli, il sogno industriale italiano in TV

    A cura di

  • Camilla Povia

Ci voleva il sogno industriale italiano per ritrovarsi tutti davanti alla televisione.

Tinni Andreatta, direttore Rai Fiction, con il suo ciclo di monografie sugli imprenditori che hanno reso grande l’Italia del dopoguerra, Luisa Spagnoli, Adriano Olivetti ed Enrico Piaggio, ha fatto registrare ascolti altissimi.

“Abbiamo voluto raccontare queste storie proprio ora perché dimostrano la capacità dell’industria italiana di essere al passo con i tempi, di precorrere anche le tendenze che si svilupperanno e di essere un motore per la società e per lo sviluppo civile del Paese”, racconta Tinni Andreatta a Civiltà delle Macchine.

Le storie di Spagnoli, Olivetti e Piaggio, sono il simbolo di un’Italia che è stata un’eccellenza e che ha saputo coniugare mondo industriale e culturale.

“È stato un intreccio che ha fatto evolvere un'intera nazione. Con la rinascita industriale si era imposto un nuovo modello di cui Olivetti è stato il vero precursore: l'idea che esiste anche la condivisione della cultura e non solo la logica del profitto. Nella fabbrica di Nola l’imprenditore fece costruire un cinema, per esempio. Nel caso di Luisa Spagnoli, invece, il racconto ha messo a fuoco il tema delle imprenditorialità femminili, con l’invenzione dei Baci Perugina e delle caramelle Rossana messa a punto da una donna durante la guerra quando gli uomini erano al fronte. È stato un modello culturale di sviluppo e di impiego femminile che secondo me è utile diffondere alle nuove generazioni”.

A leggere gli ascolti registrati, sembra che ce l’abbiate fatta.

“Sì. Sicuramente il grande pubblico che ha vissuto quegli anni si riconosce e ritrova quello spirito ma trasmettere e diffondere le storie degli imprenditori che ce l’hanno fatta può essere d’ispirazione anche per i giovani, per indirizzarli verso una diversa modalità di fare industria, estremamente legata allo sviluppo del paese ma anche allo sviluppo sociale”.

Non a caso la Vespa di Enrico Piaggio è stata il sogno di tutto il Paese e il simbolo del Made in Italy in tutto il mondo, consacrata anche dal film “Vacanze Romane”.

“È una storia molto italiana. Il percorso di Piaggio è interessante perché al centro ha la riconversione di una fabbrica aeronautica, in quel periodo considerata dagli alleati da bloccare perché legata all’attività bellica. Ma la fine della guerra determina anche la possibilità di nuovi lavori e nuove necessità. Il design della Vespa teneva conto del fatto che le donne, dopo aver acquisito il diritto di voto, sarebbero diventate man mano parte integrante dello sviluppo sociale. Abbiamo raccontato come anche l'invenzione del pagamento a rate sia stato un elemento che abbia reso la Vespa accessibile a tutti”.

L'elicottero modello D’AT-3, progettato da Corradino D'Ascanio

L'elicottero modello D’AT-3, progettato da Corradino D'Ascanio

Tra l’altro l’ingegnere che ha progettato la Vespa è Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico che ha progettato i primi elicotteri per la Piaggio, prima e durante la guerra.

“Sì, un personaggio meraviglioso, un ingegnere visionario. Viene coinvolto con una certa riluttanza nel progetto della Vespa ma poi ha prestato con passione il suo genio a un prodotto così diverso e con una funzione rivoluzionaria. Per la prima volta si pensava a un’Italia povera che aveva bisogno di spostarsi”.

La Rai continuerà a lavorare per diffondere la cultura d’impresa italiana?

“Certamente. È ancora presto per annunciare nuovi progetti ma sicuramente posso dire che stiamo progettando qualcosa di nuovo. Il racconto della Rai è in genere quello della contemporaneità ma è importante anche rivolgersi al passato descrivendo un momento storico come l'uscita dalla guerra e la rinascita dell’Italia grazie allo sviluppo industriale”.

In copertina Mario Sironi, Paesaggio urbano, 1927

Tinni Andreatta - direttore di Rai Fiction

Tinni Andreatta - direttore di Rai Fiction

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