10 ottobre 2019

Venture Capital in Italia: la lezione di Marconi

  • Di Salvo Mizzi

Aveva da poco compiuto 21 anni e non possedeva titoli accademici. Nel 1895, Guglielmo Marconi ottiene i primi risultati nella comunicazione senza fili, tecnologia che sfruttava le onde radio scoperte da pochi anni da H. R. Hertz. Nello stesso periodo, nei laboratori di tutto il mondo, accademici e scienziati stavano svolgendo ricerche per comprendere la natura delle onde che il giovane bolognese utilizzava da mesi nell’isolamento di villa Griffone, residenza estiva di famiglia. Eppure, il giovane autodidatta bolognese fu il primo a ideare e perfezionare il nuovo sistema di comunicazione senza fili.

I motivi di questa inarrestabile ascesa risiedono non solo nelle precoci e notevoli capacità tecnico-scientifiche del giovane inventore, ma anche nella sua propensione a considerare, innanzitutto, le applicazioni pratiche e utili delle proprie ricerche. Marconi, infatti, a differenza degli scienziati puri, era poco interessato alle speculazioni teoriche. Era la distanza che contava e non solamente a Villa Griffone. Per tutto il resto della sua vita fu questa la sua ossessione tecnologica.

Lo spirito imprenditoriale del giovane Marconi fu evidente fin dai giorni successivi ai primi esperimenti. Nell’inverno del 1895 interpellò il Ministero delle Poste e Telegrafi italiano per presentare l’invenzione e le sue possibili applicazioni pratiche. Marconi scrive dunque al ministro delle Poste e Telegrafi Pietro Lacava, illustrando l’invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ha risposta e viene liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio di via della Lungara a Roma. Così Marconi nel 1896 decise di partire per l’Inghilterra alla ricerca di finanziatori che potessero offrirgli maggiori occasioni per sviluppare la sua invenzione. Nel luglio del 1897, con l’appoggio di otto investitori, Marconi fondò la Wireless and Telegraph Signal Company, divenuta Marconi’s Wireless Telegraph Company nel 1899.

Quota azionaria della "Marconi Wireless Telegraph Company of America", rilasciata nel Marzo 1920

Quota azionaria della "Marconi Wireless Telegraph Company of America", rilasciata nel Marzo 1920

A Londra, il 5 marzo del 1897, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo «Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati». Il 2 giugno dello stesso anno deposita all’Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo «Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi». Il 2 luglio 1897 ottiene dall’Ufficio Brevetti di Londra il brevetto richiesto.

Particolarmente rilevante per Marconi fu la collaborazione con il Post Office, l’ente che gestiva tutte le comunicazioni telegrafiche dell’impero inglese, che diede al giovane italiano credibilità negli ambienti scientifici e finanziari londinesi. La collaborazione si interruppe nella primavera del 1897 quando il Post Office chiese a Marconi di cedere i brevetti della sua invenzione in cambio di un immediato guadagno. Marconi decise coraggiosamente di andare per la propria strada, per mantenere il controllo su ogni sviluppo successivo della sua invenzione.

Fu proprio negli anni successivi alla fondazione dell’azienda che Marconi dimostrò la sua abilità come modernissimo uomo di comunicazione. Marconi, infatti, intuì che le potenzialità delle radiocomunicazioni erano ben più ampie dei brevi collegamenti ottenuti nelle dimostrazioni svolte fra il 1896 e il 1897 e programmò una serie di esperimenti spettacolari per attirare l’attenzione di stampa e opinione pubblica. Ogni nuova prova veniva svolta in campo aperto, rigorosamente davanti a giornalisti e personaggi politici. Nel 1899, negli Stati Uniti, organizzò la radiocronaca dell’America’s Cup e nello stesso anno collegò Francia e Inghilterra attraverso il canale della Manica.

110 anni fa, esattamente il 10 dicembre 1909, a Stoccolma Guglielmo Marconi riceve il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recitò: “A riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”. Questa impresa (da non laureato, peraltro) a Elon #Musk non è ancora riuscita.

L’azienda britannica fondata da Guglielmo Marconi nel 1897 come The Wireless Telegraph & Signal Company fu rinominata Marconi’s Wireless Telegraph Company nel 1900 e The Marconi Company nel 1963. Divenne la divisione del settore difesa della GEC dal 1968 e fu rinominata GEC-Marconi nel 1987, Marconi Electronic Systems (MES) nel 1998; l’anno successivo si fuse con la British Aerospace formando BAE Systems. Un gigante durato infine tra alterne vicende quasi un secolo.

Dai colli bolognesi al «manicomio della Lungara» fino a Londra, Stati Uniti e via ancora con la creazione di un colosso tecnologico globale. L’Italia il suo Jobs o Musk lo può produrre e lo ha già fatto oltre un secolo fa. Bisogna fare in modo che questo “miracolo” si ripeta presto. Per questo #startup #venturecapital #innovation sono così importanti.

Perché parliamo di storia per parlare di noi: cosa poteva accadere dell’Italia se quegli 8 investitori Marconi li avesse trovati in Italia e non a Londra?

(Credits: The Internet, MuseoScienze, Wikipedia, Simon Singh – Codici & Segreti, Rizzoli)

Salvo Mizzi, Kauffman Fellow e Venture Capitalist

Salvo Mizzi, Kauffman Fellow e Venture Capitalist

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