14 January 2021

CDU, primo congresso digitale per il partito della Merkel, e primo in assoluto in Germania

  • Di Flaminia Bussotti

Elezione in remoto del nuovo leader, obbiettivo cancelleria

Se c’è un partito in Germania che è sensibile al potere, e al suo corollario di tatticismi, fronde e intrighi, è la Cdu, il partito cristiano democratico di Konrad Adenauer, Helmut Kohl e Angela Merkel. Il 15 e 16 gennaio si terrà il congresso per eleggere il nuovo leader e si svolgerà interamente in forma digitale. Il cambio obbligato di programma, dopo ben due rinvii della data, è dovuto al Covid e al rigido lockdown in vigore da settimane in Germania. Per la prima volta la Cdu dovrà fare a meno di corridoi, confessionali, lavorio dietro le quinte: niente colloqui a quattr’occhi, niente agora per i 1001 delegati che prima, durante e dopo i lavori potranno interfacciarsi solo digitalmente. Per la prima volta la Cdu dovrà affidarsi unicamente a skype e alla rete. Per i delegati sarà allestita una “sala plenaria digitale” cui potranno accedere già quattro giorni prima con un codice individuale. Anche la votazione avviene online. I delegati saranno dotati di una “cabina elettorale digitale”, di cui vengono garantiti i “massimi standard di sicurezza”.

Normalmente i congressi dell’Unione cristiano democratica sono fori brulicanti di incontri, scambi e confidenze fra politici, funzionari, lobbisti e giornalisti accreditati (centinaia). Questa volta niente di tutto questo, l’assise si svolge in remoto e in silenzio. Per la Cdu è una premiere assoluta, ma anche per la Germania è la prima volta che l’espressione massima di democrazia interna di un partito si celebra a distanza: un congresso che non è esagerato definire storico. In ballo c’è non solo l’elezione del nuovo leader, dei cinque vice, del presidium e della direzione ma anche, sottotraccia, l’investitura per il candidato alla cancelleria, colui che traghetterà la Cdu dopo 16 anni di cancellierato Merkel.

Dalla fondazione nel 1945, la Cdu è il partito che ha governato più a lungo in Germania (oltre 50 anni) e quello che ha espresso il maggior numero di cancellieri (cinque su otto). Adesso è a una svolta e deve prepararsi ad affrontare la traversata del dopo Merkel senza di lei. Prima la scelta del nuovo leader e poi del nuovo, potenziale, cancelliere da far eleggere alle legislative il 26 settembre. Il primo passo è il congresso, poi partirà la campagna elettorale e in primavera la Cdu, di intesa con la gemella bavarese Csu, deciderà chi sarà il candidato cancelliere per le elezioni, cioè quello con più possibilità di vincere. Il leader della Cdu, il maggiore dei due partiti, potrebbe essere quello naturale ma non è detto: altri nomi si affacciano nella corsa. Il 33/mo congresso Cdu dovrà eleggere il successore (in lizza solo uomini) della sfortunata Annegret Kramp-Karrenbauer (alias AKK), eletta di misura nel dicembre 2018 a succedere ad Angela Merkel, che aveva poco prima annunciato le dimissioni dalla leadership Cdu per rimanere solo alla cancelleria fino allo scadere del suo mandato, il quarto, che termina definitivamente alle elezioni a settembre avendo la cancelliera escluso più volte di volersi ricandidare per un quinto mandato. Con ciò, detto per inciso, la Merkel avrà eguagliato il record di durata di 16 anni di Kohl, o quasi: il cancelliere dell’Unificazione la batte per un paio di mesi ma è solo un calcolo di calendario (l’era Kohl va dall’1.10.1982 al 27.10.1998, quella della Merkel daterà dal 22.11.2005 al 26.9 2021).

Angela Merke, dal 2005 Cancelliera federale della Germania

Angela Merke, dal 2005 Cancelliera federale della Germania

I candidati in gara per la guida del partito sono tre: tutti e tre tedeschi dell’Ovest, del Nord-Reno-Vestfalia, cattolici e accasati con famiglia. Armin Laschet (59), ministro presidente del potente Land del Nord-Reno-Vestfalia, il più vicino, e gradito, alla Merkel, che starebbe per continuità: una linea centrista, sensibile al sociale, favorevole alla politica sull’immigrazione della cancelliera. Friedrich Merz (65), ex capogruppo Cdu-Csu al Bundestag ai tempi del cancelliere Gerhard Schröder, brillante oratore, esperto di finanza ed espressione dell’ala conservatrice. Norbert Röttgen (55), ex ministro dell’ambiente, silurato dalla Merkel dopo una sconfitta alle regionali nel Nord-Reno-Vestfalia nel 2012, e dal 2014 presidente della commissione esteri del Bundestag. Era dato senza speranze all’inizio ma ora è risalito molto nei sondaggi e gli viene assegnata qualche chance di successo. Merz, che nel 2018 aveva perso per un soffio all’elezione a leader Cdu contro la Akk, è da mesi sempre in testa nei sondaggi. Anche lui è una vittima della Merkel: nel 2002, da leader Cdu, gli soffiò l’incarico di capogruppo Cdu-Csu, cumulandolo al suo. Sta per una svolta e incarna la nostalgia di quanti nel partito vogliono ritrovare la barra di valori originaria della Cdu, virata a loro avviso troppo a sinistra con la Merkel. Viene visto anche come possibile baluardo contro la fuga di voti verso l’ultradestra AfD. A dispetto del vantaggio nei sondaggi (29% contro il 25% di Laschet e Röttgen), contro di lui pesano però diversi fattori: è stato a lungo fuori dalla politica, facendo soldi nel board di Blackrock in Germania (da cui si è dimesso), gli si imputa una visione superata della società soprattutto in tema di gender e donne (e infatti l’organizzazione delle donne Cdu ha invitato a non votare per lui), e non da ultimo il suo carattere fumantino. Poiché a votare al congresso sono i delegati, con interessi specifici di posti e carriera, non è detto che il vantaggio di cui gode Merz nei sondaggi si rifletta anche nei voti. Se, come probabile, nessuno dei tre candidati otterrà la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio fra i primi due. Dopodiché, onde evitare eventuali rilievi legali sulla regolarità del voto online, si procederà alla conferma del vincitore con procedura analogica tramite schede postali che verranno contate pubblicamente e rese note il 22 gennaio.

Una volta eletto il nuovo leader, scatterà la corsa interna per la candidatura alla cancelleria e qui potrebbero entrare in gioco altri concorrenti, molto forti nei sondaggi: il presidente della Baviera, e leader Csu, Markus Söder, e il ministro della salute Jens Spahn (Cdu) che in realtà corre in ticket come vice con Laschet, ma che il vento favorevole in termini di popolarità portatogli dalla pandemia potrebbe solleticarlo a lanciarsi nella gara per la cancelleria, anche se al momento lo esclude. Chi la spunterà lo si saprà verso Pasqua. Il congresso si apre venerdì con un discorso della leader uscente Akk, un saluto della Merkel, e interventi del segretario generale Paul Ziemiak, di Söder e del presidente del Ppe, Donald Tusk. Sabato, dopo una breve presentazione digitale dei tre concorrenti, si procede all’elezione del leader e degli organi direttivi. Attesi anche interventi della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e del cancelliere austriaco, Sebastian Kurz.

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