21 January 2021

Congresso Cdu, un successo il primo formato interamente digitale

  • Di Flaminia Bussotti

Segnalati anche diversi attacchi hacker, ma tutti respinti

Il primo congresso interamente digitale della Cdu è stato tecnicamente un pieno successo: per due giorni, il 15 e 16 gennaio, 1001 delegati si sono incontrati solo virtualmente. Anche la votazione per l’attesa elezione del nuovo leader, che rappresenta il primo rampino per l’era del dopo Merkel, ha funzionato senza intoppi, inclusa la presentazione un po’ impacciata in remoto dei tre candidati che anziché la platea guardavano la telecamera. Tutto è filato liscio, il che non era affatto scontato considerato che l’Unione cristiano democratica non vanta fra le sue file un bacino di nerds e giovanissimi e non ha proprio fama di essere una Silicon Valley per avanguardia tecnologica. Reazioni positive e complimenti sono arrivati da tutte le parti. In primis, entusiastici, dal partito stesso, ma anche dall’alleato di governo socialdemocratico Spd. Per il segretario generale della Cdu, Paul Ziemiak, responsabile dell’organizzazione e del battesimo digitale del congresso, un successo personale. Prova ne è il fatto che il neoeletto leader, il centrista Armin Laschet (60), continuatore della politica della cancelliera Angela Merkel, lo ha espressamente ringraziato e lodato al termine dei lavori. E lo ha anche riconfermato nell’incarico, pure questa cosa non del tutto scontata dato che Ziemiak (35) era stato messo dalla sfortunata leader dimissionaria, Annegret Kramp-Karrenbauer. Il congresso è riuscito anche a parare un’offensiva di attacchi di hackers, che avrebbero potuto compromettere o paralizzare del tutto i lavori. A congresso finito, Ziemiak ha rivelato che ci sono stati parecchi attacchi hacker, ma “siamo riusciti a difenderci”. Sono “arrivati principalmente dall’estero”, miravano a destabilizzare la democrazia. “Non è uno scherzo, è una cosa seria”, è “vietato ed è un reato punibile”, ha detto. Già prima del congresso erano state adottate misure di sicurezza per scongiurare sabotaggi e consentire il tranquillo svolgimento in rete. Per impedire che venisse intasato il server, le postazioni dei delegati, ad esempio, erano state collegate fuori dell’infrastruttura digitale Cdu. Gli attacchi erano del tipo DDoS (Distributed Denial of Service) in cui si cerca di mettere fuori gioco il server della vittima ingolfandolo con una valanga di messaggi. L’indirizzo attaccato era la homepage ufficiale del partito (www.cdu.de), ma poiché i collegamenti dei delegati erano stati preventivamente situati fuori del sistema digitale della Cdu, il congresso ha potuto svolgersi senza problemi. Solo il collegamento in stream per gli esterni, (giornalisti e cittadini) era a tratti irraggiungibile attraverso la homepage del partito ma funzionava tranquillamente live su altri canali come YouTube o vari network TV.

(Sinistra) Armin Laschet eletto nuovo leader della Cdu al Congresso digitale dell'Unione Cristiana Democratica, (destra) la cancelliera tedesca Angela Merkel

(Sinistra) Armin Laschet eletto nuovo leader della Cdu al Congresso digitale dell'Unione Cristiana Democratica, (destra) la cancelliera tedesca Angela Merkel

Anche il sistema elettorale non è stato disturbato dagli hackers perché si appoggiava su server del fornitore Polyas non noti al pubblico. L’attacco alla homepage è stato poi respinto con l'aiuto della Telekom Tedesca. I tecnici hanno identificato prima attacchi dall’Est Europa e Africa, dove sono stati localizzati i server degli hackers. E poi hanno bloccato anche diversi indirizzi IP in Germania da cui venivano lanciati i pacchetti di dati DDoS. Nel suo discorso dopo l‘elezione, Laschet ha espresso apprezzamento per l’esperimento digitale: “immaginatevi se qualche attacco hacker avesse avuto successo, “ci avrebbero ricoperto in tutta la Germania di sberleffi”. Con il congresso digitale abbiamo corso “un grande rischio”, “ma lo abbiamo vinto eccellentemente”, ha ricapitolato.

L’elezione – chiusasi al primo turno con 385 voti per Friedrich Merz, 380 per Laschet e 224 per Norbert Röttgen - rendeva necessario un ballottaggio fra i primi due, finito a favore di Laschet: 521 contro 466 di Merz. Il voto digitale però ha posto un problema di tipo giuridico e messo a nudo un vuoto legislativo trattandosi di un procedimento senza precedenti. Onde prevenire eventuali ricorsi legali, a quella digitale seguirà pertanto una votazione con voto per lettera, il cui spoglio avverrà il 22 gennaio. Sulle schede i delegati potranno indicare solo il nome di Laschet e da lì si vedrà quanto forte sia effettivamente il suo consenso. Lo scarto di soli 50 voti con Merz, evidenzia una spaccatura fra anima centrista e conservatrice nella Cdu, e dalla conta delle schede si vedrà quanto forte è il consenso per Laschet nel partito, o il dissenso dei fan di Merz espresso a suon di astensioni.

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