13 October 2020

Da Fondazione Cariplo un bando per “il libro e la lettura”. Intervista ad Andrea Mascetti

  • Di Giuseppe Alberto Falci

Un bando da 1,5 milioni di euro per riavvicinare gli italiani al piacere della lettura. Non solo cartacea, va da sé, ma anche digitale. Purché lettura sia. Ecco l’iniziativa della Fondazione Cariplo che intende sostenere progetti che stimolino la curiosità e il gusto di leggere, ovvero quella pratica quotidiana che una volta sarebbe stata utile all’inclusione sociale, economica e cultura dei cittadini. Uno degli ideatori del bando è Andrea Mascetti, classe ’71, avvocato ma anche coordinatore della commissione Arte e Cultura della Fondazione.

Ecco, avvocato, come nasce questo avviso?

«Nasce da un’osservazione drammatica. L’Italia è uno dei Paesi in cui si legge di meno. Anno dopo anno si continuano a perdere lettori. Di più: la situazione peggiore se si osserva il “lettorato” da nord verso sud. Nel mezzogiorno d’Italia i lettori sono sempre meno. Ora è evidente che con 1,5 milioni non possiamo fare una rivoluzione antropologica, ma è pur sempre un esperimento da cui il governo, le regioni e gli enti territoriali potranno trarre spunti».

Perché si legge meno? Tutta colpa degli smartphone, di internet, dei social network?

«La verità è che un tempo nelle case degli italiani c’erano le librerie, grandi, piccole, medie. Ma c’erano. Io, ad esempio, ho avuto la fortuna di avere un padre psichiatra che possedeva una sorta di piccola biblioteca dentro casa. Ero emozionato ogniqualvolta mi trovavo davanti a cotanta cultura. Non sapevo da dove iniziare. Oggi l’assenza di una libreria impedisce i nostri ragazzi, e non solo, di avere occasioni, di incuriosirti per la storia, la letteratura. Manca dunque l’otium perché la tecnologia rapisce i nostri spazi liberi. Un libro è ozio, è isolamento dal resto del mondo. Allo stesso tempo la lettura allarga gli orizzonti, apre la mente».

Nelle case non ci sono più gli scaffali pieni zeppi di libri nelle case ma nelle strade delle città non ci sono più le piccole librerie.

«Esatto. Ora le librerie si sono trasformate in una sorta di grande supermercato, dove puoi trovare dal pallone al giocattolo. E aggiungo, non esiste più la figura del libraio, colui che ti suggeriva il libro curioso, che poteva rispondere alle tue corde, e che soprattutto leggeva tanto».

In soccorso però c’è la Fondazione Cariplo. Basterà?

«Ovvio che non potrà bastare. Ma è altresì evidente che uno dei grandi problemi di questo Paese è la cultura. E noi, come Fondazione Cariplo, vogliamo lanciare un grido di allarme che speriamo venga ripreso dalla politica nazionale, regionale e dal mondo delle associazioni».

Vi ascolteranno?

«Ce lo auguriamo. Anche perché la lettura è scambio, confronto. Senza di essa la società formerà donne e uomini con un pensiero meno originale e con una visione meno complessiva del mondo».

A questo punto: buona lettura.

«A lei».

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