16 April 2020

Il tempo dei bambini/3

  • Di Donatella Trotta

Sono già 150 i kit tecnologici consegnati con iI progetto di «Resistenza educativa in movimento» dell’Associazione Maestri di Strada Onlus.

Un pacco viveri…per la mente. Lo chiama così Cesare Moreno, pedagogista e presidente dell’Associazione Maestri di Strada Onlus, attiva da oltre trent’anni nella periferia orientale di Napoli con un piccolo esercito di educatori e professionisti per combattere la dispersione scolastica. Il simbolico “pacco” è quello dei mezzi tecnologici (ma anche del tutoring per utilizzarli adeguatamente) da rendere accessibili anche a chi ne è privo, per continuare a tenersi in contatto formativo. Ed è una sorta di antidoto pensato per prevenire i danni collaterali del coronavirus: quelli che colpiscono, in primo luogo, la moltitudine spesso invisibile di bambini, ragazzi e adolescenti delle periferie (geografiche ed esistenziali) di una metropoli già segnata da marginalizzazioni ed esclusioni. Accentuate, ora, da un digital divide che in questa fase di quarantena coatta penalizza soprattutto famiglie e minorenni già deprivati, in condizioni di fragilità (e disagio) sociale.

Sono 9 milioni gli studenti attualmente costretti a casa dall’emergenza sanitaria. Negli ultimi dieci anni, come denunciano i Rapporti annuali di Save the Children, i minori in povertà si sono triplicati. E in Italia, soprattutto al Sud, per le famiglie avere più bambini significa cadere più facilmente in povertà assoluta. I Maestri di Strada lo sanno bene: per questo si sono trasformati in “CoroNauti”, ossia naviganti nella tempesta scatenata dal Coronavirus, e hanno ideato il progetto R.E.M., acronimo che sta per «Resistenza educativa in movimento». Ovvero un’azione educat(t)tiva, sinergica e creat(t)tiva volta a contrastare, con le armi pacifiche delle competenze pluridisciplinari e delle passioni comuni, l’isolamento e il potenziale scoraggiamento da emergenza sanitaria attraverso un sano “contagio” sociale ed educativo. Anche a distanza: «Gli allievi che già avevano difficoltà di presenza e partecipazione - spiega Moreno - sono diventati irraggiungibili; e visto che il nostro servizio di tutoring individuale e di gruppo è un servizio di prossimità, oltre che psichica anche fisica, si è reso necessario pensare a una soluzione». Con l’aiuto della Questura di Napoli, sono già 150 i kit consegnati dalla squadra dei CoroNauti ad altrettante famiglie di Forcella e San Giovanni a Teduccio: tablet con sim, libri, quaderni, colori, pasta modellabile... Un lavoro di resilienza culturale e ricerc/azione corale (con aggiornamenti quotidiani sui social media e su diverse piattaforme, da SoundCloud a WordPress per i contenuti “digitate” per l’e-learning) che non a caso ha da poco incassato l’ok del Miur.

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