30 March 2020

Oasi di Troina, l’ospedale per le disabilità nella stretta del virus

  • Di Ivan Scinardo

Con i suoi laboratori all’avanguardia, è un centro nevralgico per gli studi sulle disabilità ma è anche per la stessa Troina un potente volano economico.

A Troina, novemila abitanti in provincia di Enna, c’è un’Oasi sulla roccia della montagna. È il più importante ospedale d’alta specializzazione per le disabilità operante in Sicilia dal 1951, ed è un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale nelle ricerche di neurologia e per la cura dei pazienti, la maggior parte dei quali sono bambini portatori di gravi handicap.

Da oggi Troina è dichiarata zona rossa, funestata da focolai di infezione del Covid-19 e nella sua Oasi Maria SS, il bollettino sanitario registra 109 positivi di cui 45 accertati tra i disabili ricoverati, 25 tra gli operatori sanitare e, con loro, anche il legale rappresentante della holding: don Silvio Rotondo, sacerdote e sociologo.

Nel complesso della Cittadella dell’Oasi c’è l’Hotel Costellazioni, un albergo a quattro stelle, adesso requisito per consentire l’isolamento degli infettati. La struttura, da più di vent’anni ha supportato l’attività scientifica ospitando seminari sull’epilessia, sul ritardo mentale e sulle malattie neurodegenerative.

(In copertina) Vista dell'ospedale "Oasi Maria Santissima". (Sopra) vista aerea della città di Troina.

(In copertina) Vista dell'ospedale "Oasi Maria Santissima". (Sopra) vista aerea della città di Troina.

L’Oasi Maria SS, con i suoi laboratori all’avanguardia, è un centro nevralgico per gli studi sulle disabilità ma è anche per la stessa Troina – una cittadina a vocazione agricola qual è – un potente volano economico: sono 352 i posti letto, 650 sono i dipendenti a cui si aggiungono numerosi collaboratori esterni. Una holding della solidarietà, il cui motto – “Ognuno è qualcuno da amare”, dettato dal fondatore, padre Luigi Ferlauto, campeggia dappertutto

“Come vorresti essere trattato se fossi un disabile?” Con questa domanda, padre Ferlauto, dal 1951 fino al 2017, l’anno della sua morte, riesce a farsi aiutare dai potenti, dai misericordiosi, dagli umili, dallo Stato, dai grandi scienziati e dai disperati che portavano alla sua fabbrica di medicina e Misericordia la loro stessa disperazione.

La sua opera, oggi che il suo successore si ritrova ricoverato per il Coronavirus, prosegue nell’eccellenza della ricerca medica, mobilitando un enorme bacino di fornitori, attivando collegamenti permanenti con gli ospedali di tutto il mondo per lo scambio dati e informazioni, e accogliendo ancora i ricoverati.

Padre Luigi Orazio Ferlauto, Fondatore dell' Oasi Maria SS. di Troina

Padre Luigi Orazio Ferlauto, Fondatore dell' Oasi Maria SS. di Troina

I pazienti arrivano da tutta Italia e sono ospitati nella struttura assieme alle famiglie riunite nell’associazione “Noi e l’Oasi”, una onlus creata proprio per sostenere le attività del centro e garantire un maggiore benessere ai bambini in cura.

È paradossale pensare che questa popolazione scampò ad una delle battaglie più cruente durante la Seconda Guerra mondiale.

A dicembre il sindaco Fabio Venezia annuncia l’imminente apertura di un museo permanente. L’idea è quella di custodire 62 preziose stampe fotografiche, quasi tutte inedite, di Robert Capa, il fotoreporter di guerra la cui immagine più famosa – quella dell’agosto 1943, col soldato che si fa indicare la strada da un contadino – è stata scattata a Troina.

Una delle più iconiche fotografie di Robert Capa scattata il 6 agosto del 1943 al termine della battaglia di Troina

Una delle più iconiche fotografie di Robert Capa scattata il 6 agosto del 1943 al termine della battaglia di Troina

E Troina, adesso, ritorna dunque a essere zona rossa. I soldati di ieri, con le immagini della mobilitazione di sanità militare che ha preso stanza nelle sale della Cittadella, sembrano essere ritornati oggi. La cronaca di queste ore, infatti, vede la presenza dell’Esercito col direttore dell’ospedale militare di Messina, il colonnello Alfonso Zizza, di un team Covid inviato dall’Assessorato regionale alla Salute e di un commissario ad acta fino al 31 luglio, il dirigente Giuseppe Murolo.

C’è un’aria spettrale in paese, la gente ha paura, vive con l’angoscia di contrarre il virus. I medici sono al lavoro, e qualcuno invoca la taumaturgica presenza di padre Ferlauto.

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