20 November 2020

Viva la Lobby dei Poveri

  • Di Oriano Giovanelli

"Combattere la povertà" l'ultimo libro di Cristiano Gori guida il lettore in un viaggio lungo il percorso riformatore di anni insieme travagliati e fondativi per il welfare del nostro Paese.

Nel novembre del 2013 in questa nostra Italia dove sembra non cambiare mai niente accade una cosa che cambierà la vita a più di un milione di famiglie. Nasce l’Alleanza contro la Povertà (www.alleanzacontrolapoverta.it) che arriverà ad associare 39 soggetti diversi che hanno deciso di non chiudere più gli occhi, di non girarsi più dall’altra parte davanti alla prepotente crescita del fenomeno, la povertà appunto. Questa storia è raccontata dal protagonista principale di questa inedita lobby dei poveri, Cristiano Gori professore ordinario di Politica sociale alla Università di Trento nel bel libro “Combattere la povertà. L'Italia dalla social card al covid-19”, Laterza.

E’ un libro che ci fa capire il lungo percorso che ci ha portato al Reddito di Cittadinanza partendo appunto dalla “social card” varata dal Governo Berlusconi nel 2008. Il fenomeno della povertà in vero fu affrontato già nel 1984 da un Commissione d’indagine voluta dal Governo, Presidente del Consiglio Bettino Craxi, e presieduta da Ermanno Gorrieri. Salvo che poi lo stesso Craxi rispondendo ad una domanda sulla possibile esistenza della povertà in Italia se ne uscì con questa risposta, ripetuta da Berlusconi dopo il 2008 e ancora molto diffusa e ribadita: “quando vado in giro vedo negozi pieni di ogni ben di Dio, i ristoranti affollati, la gente che fa le vacanze all’estero…Mah, non saprei”. Ecco qual è stato il destino del tema povertà in Italia fino al 2013: negazione, indifferenza, marginalizzazione. Dietro a questa rimozione dell’Italia repubblicana ci sono fattori culturali e anche ideologici.

San Paolo dopo la sua conversione va per la prima volta a Gerusalemme per confrontarsi con la comunità di Pietro e si assume l’onere di una iniziativa di carità verso i poveri. Per la cultura cristiano-cattolica la povertà è questione di carità non di diritti universali. Per la sinistra del novecento la classe capace di cambiare la storia è la classe lavoratrice. Il lavoro è al centro dell’emancipazione della persona e dei suoi diritti sociali compreso il diritto ai servizi di welfare. Essi sono diritti di assistenza fra un lavoro e un altro, di riparazione per le malattie provocate dal lavoro, di sussistenza nella vecchiaia dopo una vita di lavoro. La povertà si combatte con il lavoro. Il povero non ha un diritto legato alla sua condizione di povero. In Italia poi fino al 2008 le statistiche relegano il fenomeno al Sud sia per numero totale dei poveri sia per incidenza

Copertina di “Combattere la povertà. L'Italia dalla social card al covid-19” di Cristiano Gori. Edizione Laterza

Copertina di “Combattere la povertà. L'Italia dalla social card al covid-19” di Cristiano Gori. Edizione Laterza

Le cose cambiano dopo la crisi del 2008. L’incidenza del fenomeno povertà vede ancora il Sud al primo posto ma in numeri assoluti è il centro nord che assume il primato. E’ la prima volta che avviene. E allora, in questo paese che considera il Sud responsabile dei propri mali e non realtà nazionale, qualcosa si muove. Ma accade anche un altro fenomeno rilevantissimo. Non è più detto che siano povere solo le famiglie dove nessuno è occupato. C’è povertà anche dove c’è occupazione. E non è vero che povere siano solo le famiglie con più di due figli ma poveri sono anche le persone sole che lavorano, tutto a causa della precarietà di cui è diventato preda il diritto al lavoro.

Ecco dunque la radice del successo del lavoro svolto da Cristiano Gori con l’Alleanza contro la povertà. Ma il libro ci dice anche altre cose importanti. Ad esempio della modalità di fare lobby per rappresentanti di interessi deboli. Uno per tutti: insistenza e profilo basso. In altre parole in questo modo di informazione malata più clamore c’è attorno ad un tema più sul tema si scatenano i peggiori atteggiamenti che allontanano dal merito delle questioni. E’ ciò che sta accadendo al Reddito di Cittadinanza. Esso si muove sul solco tracciato dall’ Alleanza. Incrementa la dotazione finanziaria portandola ad un livello quasi ottimale però introduce delle modifiche al preesistente Reddito di Inclusione che per fretta e approssimazione si riveleranno difettose. Ma l’errore più grave, per i tempi che viviamo, è stato quello di farne una bandiera politica da parte dei 5 Stelle finendo per attirare sul tema povertà i peggiori commenti.

Molto illuminante è un altro messaggio del libro: se si vuole portare a casa un risultato per soggetti che non rappresentano poteri forti bisogna essere sempre propositivi a prescindere dal colore politico dei governi e fornire testi meditati e elaborati. Come dire, bisogna adattarsi alla realtà in cui gli smanettoni che fanno oggi politica, non sanno scrivere, non sanno approfondire e troppo spesso non sanno neppure circondarsi di persone capaci di sopperire alle loro carenze. Il Covid-19 lascerà sul terreno molte macerie e il lavoro della Alleanza contro la povertà purtroppo avrà per molti anni ancora materia su cui cimentarsi senza mai perdere di vista il punto focale. La povertà esiste e non può essere affrontata al di fuori di una legislazione universalistica che riconosca il diritto di tutti ad una vita al disopra della soglia di sopravvivenza.

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