30 aprile 2021

1921, cent'anni di acciaio

  • Di Lorenzo Fiori

1921. Nubi oscure appaiono all'orizzonte. La crisi del Dopoguerra miete vittime prestigiose, le aziende sono in ginocchio. Chi sa quali sono i pensieri della Famiglia Perrone... nel giro di pochi anni la loro scalata inarrestabile si arresta... quell'oro chiamato acciaio diventa un lontano ricordo.

Tutto crolla nell'immediato Dopoguerra. La domanda cede di schianto. L'imponente capacità produttiva si rivela eccessiva per le esigenze post ·belliche. Gli intrecci, la lenta riconversione, i piani strategici non pienamente definiti dallo Stato, determinano lo scoppio della crisi.

Torniamo quindi all'inizio, a quel fatidico 1921. ln un paese duramente scosso dalle contrapposizioni politiche, mentre si avvia l'ascesa del PNF al potere che porterà l'anno successivo alla Marcia su Roma, fallisce la Banca Italiana di Sconto. È un crollo che fa rumore, qualche anno prima il capitale della Banca “nazionalissima”, aveva addirittura superato quello della Comit, la Banca Commerciale Italiana. La crisi dell'Ansaldo, la crisi della siderurgia, dell'acciaio, trascinano con sé quella banca che aveva finanziato a più riprese l'ampliamento della grande industria genovese. Nel momento in cui il principale debitore si rivela insolvente, anche la BIS cede di schianto.

Si chiude una stagione, se ne apre un'altra. Il 1921 come punto di svolta. Tra pubblico e privato ci si chiede come lo Stato Italiano debba comportarsi nei confronti di imprese così strategicamente preziose per gli interessi nazionali.

Si parla di salvataggi, di uno stato "interventista” che ponga la questione siderurgica, come questione primaria, di vitale interesse per trainare la ripresa Industriale post-crisi. L'avvento del Fascismo, il cambiamento della situazione economica Internazionale, con la Grande Depressione del'29, porterà alla nascita dell'lRI, a quello "Statalismo", che darà nuova linfa all'Ansaldo e alla siderurgia.

Perché è importante rivedere i fatti di cento anni fa? Perché è più che mai importante parlare di acciaio nel 2021, come punto di partenza per una ripresa economica post-Covid?

L’esperienza Perrone dimostra come gli interessi privati possano convergere negli interessi pubblici. Solo una coesistenza delle due componenti può determinare una crescita economica, che tenga conto delle esigenze nazionali. La domanda di acciaio è cresciuta nel 2021, complice la ripresa e l'imponente (quanto Ingombrante) presenza della Cina, primo produttore a livello mondiale. L’Italia è ancora seconda in Europa dopo la Germania, eppure fatica ancora a trovare una linea ben definita da seguire. Che importanza ha l'acciaio per il nostro paese? È la domanda-madre a cui il nostro Governo deve rispondere. La storia Italiana è una storia di grandi complessi industriali, dall'Ansaldo all'llva, dalla Fiat alla Terni, dalla Falck alla Breda. L'acciaio è stato protagonista della nostra economia, ha dato linfa al settore metalmeccanico, al settore cantieristico, ha generato lavoro e prodotto eccellenze del Made In ltaly, apprezzate a livello Internazionale. Una eccessiva privatizzazione, una vendita incontrollata delle nostre imprese, mal si adatta a un paese che ambisce a riprendersi dalla crisi-Covid e a tornare protagonista sui mercati internazionali. L'interesse dello Stato è di determinata importanza e la storia può aiutare a tracciare la giusta rotta da seguire. Proprio 110 anni fa nasceva il Consorzio Ilva, uno del più grandi complessi siderurgici del nostro paese. 100 anni fa la crisi dell'Ansaldo travolgeva la Banca ItaIiana di Sconto, senza che lo Stato riuscisse ad attuare le giuste contromisure per evitare il fallimento.

Oggi lo Stato ha una grande responsabilità, dettare l'agenda economica, ridare all’acciaio uno spazio primario negli Interessi nazionali, bisogna fare in fretta come Italia e come Europa per porre un argine allo strapotere globale cinese e americano. Rimettere al centro l'eccellenza del Made In ltaly. con una ripresa del settore secondario che tenga conto delle problematiche ambientali e delle esigenze contingenti. Si può fare! Una compenetrazione sinergica tra pubblico-privato che non releghi l'acciaio a "timida comparsa”. Un grande passato per un grande futuro. L'acciaio è una infrastruttura strategica per il nostro paese. Con l'acciaio, la siderurgia, con imprese come Ansaldo, ancora una volta protagoniste, in Italia e nel mondo.

Articolo pubblicato su "La Repubblica" Genova il 29 aprile 2021

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