16 luglio 2020

Andrea Camilleri è morto ma non è scomparso

  • Di Pietrangelo Buttafuoco

Andrea Camilleri – scrittore e artista – è morto, ma non è scomparso.

Un anno fa, il 17 luglio 2019, la scena culturale italiana, con un riflesso d’eco internazionale visto il formidabile successo, con lui perdeva una voce e un testimone della contemporaneità: un uomo che con la sua opera letteraria – e il suo lavoro intellettuale – ha contribuito alla pienezza del moderno, ma anche alla consapevolezza della scienza, della tecnica e di un compiuto codice civile.

Di andarsene, dunque, nel senso spietato della scomparsa, Camilleri non se n’è mai andato. Riccardino – è il suo ultimo Montalbano, edito da Sellerio – arriva stamattina in tutte le librerie. E l’uomo che ha saputo avere intorno a sé una festa di popolo – una felice febbre di lettura ormai impossibile per gli altri di replicare – ancora oggi restituisce il prodigio della fantasia. Chiama la gente con la proiezione – in contemporanea nei teatri in Italia – di “Conversazione su Tiresia”, regia di Roberto Andò, produzione di Carlo Degli Esposti, a cura di Valentina Alferj. Ingresso gratuito, quindi – ovunque ci sia un teatro – della ripresa dello spettacolo andato in scena al Teatro Greco di Siracusa l’11 giugno 2018 quando sulla soglia dei novantatre anni Camilleri, al centro della scena, raccontando Tiresia attraverso se stesso dipanava l’incanto profetico dell’eternità accompagnando la propria cecità a quella dell’orbo veggente evocato da Esiodo, Ovidio, Dante e Pound.

Un evento, quello, di assoluta perfezione.

Il suo saluto alla vita terrena.

Andrea Camilleri e Valentina Alferj. Crediti: Lia Pasqualino

Andrea Camilleri e Valentina Alferj. Crediti: Lia Pasqualino

Ed è come il compimento di una trama di affetti, in quella serata siracusana, tutta di raggiante orgoglio. Con lui, con la moglie Rosetta Dello Siesto e con i suoi cari, la squisita limatura di cui lui era – e ancora oggi resta – magnete: Salvatore Silvano Nigro che è l’uomo che da sempre scrive i suoi risvolti di copertina; Carlo Degli Esposti che è il produttore dei film ricavati dalla sua opera; Antonio e Olivia Sellerio che sono i suoi editori; Antonio Manzini, lo scrittore che raccoglie la sua eredità di scrittura e, infine, Valentina Alferj che in quel laboratorio di potente letteratura fatto di magma, spirito critico e diuturno impegno con lui, per vent’anni, ha lavorato al suo fianco.

Diventato cieco, Camilleri, cantava la bellezza delle donne, i colori dei quadri, la vividezza dei sogni. Uomo del secolo scorso – solida roccia – ha vissuto il fascismo, trasfigurato nella figura del padre amatissimo; quindi il comunismo, da militante, agli albori della Seconda Guerra Mondiale.

Ha vissuto il disincanto, ha attraversato con eguale distacco i fallimenti e i clamorosi successi, addirittura anche la ricchezza e la sua stessa aura di autorità intellettuale e morale dalla quale fino all’ultimo dei suoi giorni terreni seppe far gocciare l’essenza di un apologo: le cose veramente importanti, anche in una lunga vita, sono davvero poche e l’amore – su tutto – le cancella tutte.

Appunto, Pound: “Quel che veramente ami rimane, il resto è scorie”.

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