04 maggio 2020

Aspetti sociali, etici e comportamentali della nuova pandemia di coronavirus

  • Di Giulia Cuman

La ricerca, finanziata per l’Italia da Fondazione CARIPARO che attraverso un sondaggio e interviste dirette a campione, aiuterà a comprendere come la popolazione ha recepito, interpretato e compreso le diverse informazioni sul COVID-19

In questi ultimi mesi abbiamo avuto modo di comprendere che la gestione della pandemia, creata dal COVID-19, rappresenta una sfida complessa per la sanità pubblica, sia a livello nazionale sia a livello globale. Le misure restrittive messe in atto dalle istituzioni, come la quarantena, l’isolamento, il distanziamento sociale, restrizioni agli spostamenti ed altre misure di salute pubblica, si sono rivelate il primo ed unico strumento di prevenzione, rivoluzionando, inevitabilmente, la vita della popolazione.

Durante l’attuale situazione di incertezza, si è rilevato essenziale raccogliere evidenze scientifiche al fine di massimizzare l’accettazione e comprensione degli interventi di salute pubblica, nonché di ridurre al minimo i disagi sociali psicologici e morali di tutti coloro che si trovano a dover subire queste misure di restrizione coatta.

Una ricerca, SEB-COVID-19 (abbreviazione di Social, ethical and behavioural aspects of the novel coronavirus pandemic https://www.tropmedres.ac/covid-19/sebcov) , in collaborazione con Oxford University, Università di Padova, finanziata per l’Italia da Fondazione Cariparo e coordinata dalla Bioeticista dott.ssa Giulia Cuman, sta analizzando gli aspetti etici, sociologici, comportamentali legati alle misure restrittive imposte dal COVID-19. Attraverso un sondaggio, che è disponibile on-line alla pagina web: https://oxford.onlinesurveys.ac.uk/sebcov-it-010520, e interviste dirette a campione, si potrà comprendere come la popolazione ha recepito, interpretato e compreso le diverse informazioni sul COVID-19. L'obiettivo finale è la formulazione di linee guida e best practice al fine di risolvere la problematica della scorretta informazione e di promuovere strumenti volti a garantire una miglior condiscendenza alle misure restrittive, garantendo - nel contempo - degli standard di benessere sociali più elevati.

La pandemia ha generato incertezza ed enormi difficoltà nella corretta gestione delle informazioni provenienti da più fronti (es. informazioni istituzionali, mass media, fake news….), inoltre anche a livello istituzionale le normative e i messaggi rivolti alla popolazione, talvolta, sono risultati non facilmente comprensibili, poco chiari e difficilmente accettabili e fruibili dalla generalità dei cittadini.

Le amministrazioni locali d’Italia si sono mosse in maniera disomogenea, con risultati diversi. Ad esempio, in Veneto, Padova ha creato un sistema di gestione dei tamponi su larga scala, implementando in tutta la regione normative inizialmente più restrittive ed un sistema di comunicazione sempre supportato da forti evidenze scientifiche epidemiologiche.

Tramite questo studio, SEB-COVID-19, sarà possibile innanzitutto analizzare la gestione nazionale e territoriale della crisi sanitaria, analizzando pregi ed individuando le lacune, al fine di fornire strumenti per massimizzare l’accettazione e comprensione degli interventi di salute pubblica, nonché per creare strumenti e politiche volte a ridurre al minimo i disagi sociali psicologici e morali sulla popolazione.

Lo studio, dunque si propone i seguenti obiettivi principali:

1. Migliorare l’adesione della popolazione a misure di quarantena, isolamento, allontanamento sociale e restrizioni di viaggio nelle diverse fasi dell'epidemia; determinare come ridurre al minimo le conseguenze economiche e sociali e come sostenere le persone più colpite;

2. Migliorare i materiali informativi, implementare la diffusione di una corretta comunicazione relativa alla salute pubblica e mitigare (o persino prevenire) gli oneri connessi alla salute mentale;

3. Individuare eventuali informazioni errate e c.d. fake news e comprendere come intervenire tempestivamente ed efficacemente per contrastarle.

Non vi è dubbio che il grado di coinvolgimento della popolazione rappresenti il fattore determinate all’adesione a norme comportamentali di prevenzione contro la diffusione del COVID-19.

In conclusione, l’analisi del grado di coinvolgimento e l’implementazione di provvedimenti volti a minimizzare i risvolti negativi dal punto di vista etico e sociale delle misure restrittive, che potrà determinare l’accettazione e comprensione degli interventi di salute pubblica, potranno rappresentare uno degli strumenti efficaci per sconfiggere questa pandemia e per affrontarne altre in futuro.

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