17 giugno 2020

Chiara Appendino: “Puntiamo sui Comuni per riscostruire clima di fiducia”

  • Di Camilla Povia

Il sindaco di Torino sottolinea la necessità di un dialogo proficuo tra settore pubblico e privato nell’era post Covid.

Dopo l'articolo di Alessandro Profumo apriamo il confronto con le istituzioni, l'impresa, la politica e la cultura. Ecco l'intervento di Chiara Appendino.

“Il coronavirus non ha prodotto solo un’emergenza sanitaria ed economica ma anche una vera e propria crisi del tessuto sociale. Lo dico da tempo: le grandi città rischiano di diventare bombe sociali”. Chiara Appendino, sindaco di Torino dal 2016, punta proprio sui Comuni per ricreare un clima di fiducia all’indomani della pandemia.

Non a caso il Governo ha detto di voler stanziare sette miliardi per i Comuni per compensare le mancate entrate di questi mesi.

“Ma quelle sono risorse necessarie per non andare in dissesto, le chiediamo per garantire i servizi essenziali nelle nostre città. I Comuni garantiscono, tra e altre cose, la tutela delle fasce fragili e la raccolta dei rifiuti, se non arrivano questi soldi noi non siamo in grado di garantire neanche i servizi essenziali. Questo è solo un pezzetto del lavoro che i Comuni possono svolgere per ricreare quel clima di fiducia nella popolazione”.

I Comuni possono svolgere anche un ruolo importante di raccordo tra pubblico e privato nell’era post Coronavirus?

“Assolutamente sì, bisogna ristabilire un rapporto paritetico tra settore pubblico e settore privato. Penso all’idea della Cittadella dell’Aerospazio, progetto firmato da Leonardo in collaborazione con Politecnico e Università, che prevede la creazione di un nuovo polo tecnologico nell’area industriale compresa tra corso Marche e corso Francia. E’ una realtà che può diventare anche un riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nello sviluppo dell’Aerospazio. C’è il modo per riprendere un dialogo proficuo tra pubblico e privato, bisogna solo lavorare tutti nella stessa direzione”.

Servono progetti come questo, che mettono insieme realtà diverse, aziende, piccole e medie imprese, atenei, istituzioni locali e cittadini, per creare anche una contaminazione di competenze.

“Torino lo ha fatto e lo sta facendo. Le faccio anche un altro esempio. Con Italdesign, un’azienda di trasporto pubblico che si occupa di Automotive, abbiamo sperimentato una tecnologia che calcola la percentuale di persone presenti su un vagone della metropolitana per aiutare i passeggeri che aspettano sulla banchina a individuare le carrozze più libere sulle quali salire. Si tratta di una tecnologia attualissima in era post Covid, ed è il primo caso al mondo. E’ stato possibile grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Italdesign aveva la tecnologia, noi avevamo l’interesse a utilizzare dei dati per migliorare un servizio pubblico. L’azienda dunque testa il prodotto con noi e poi lo vende. Non ci scandalizziamo se un’azienda privata mette sul mercato un suo software. A noi interessa piuttosto che esso venga sperimentato sul nostro territorio”.

In questi giorni sono in corso gli Stati Generali dell’Economia. Sembra che Confindustria sia in polemica con il Governo. Questo può essere un problema in un momento in cui è necessario ridisegnare la politica industriale del Paese?

“Spesso si dice che la cultura e il turismo sono importanti per le città e sicuramente lo sono ma nulla potrà mai sostituire in termini di indotto e di occupazione quello che rappresenta il mondo industriale. Noi stiamo lavorando assiduamente sui due poli dell’Aerospazio e dell’Automotive. Mi auguro proprio che non ci sia contrapposizione tra un governo che crede nelle politiche industriali e chi rappresenta l’industria di questo Paese. A me dispiace che in un momento così complicato si vada allo scontro e non all’incontro. Gli Stati generali sono soprattutto un’occasione di incontro e confronto. Il Governo non può fare politica industriale senza le imprese e viceversa. Deve esserci collaborazione leale come c’è stata durante il lockdown. Ancora una volta, bisogna lavorare tutti nella stessa direzione”.

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