03 settembre 2020

Chiude la scuola di Asmara in Eritrea. Un duro colpo per la cultura italiana nel mondo

  • Di Fausto Matteo Cereti

La chiusura della scuola italiana di Asmara è un fatto assai grave. Istituita nel 1903 è stata per lungo tempo uno dei fiori all’occhiello della cooperazione culturale tra Italia ed Eritrea. L’istituto italiano presso Asmara è regolato da un Accordo Tecnico bilaterale siglato nel 2012 e scaduto ufficialmente nel 2017 anche se rinnovato tacitamente sino all’anno attualmente in corso. Le varie crisi che hanno portato alla chiusura e all’apposizione dei sigilli da parte delle autorità locali sono frutto di una serie di scelte poco lungimiranti da parte di entrambi i governi in questione. Convenzionalmente l’inizio di queste numerose crisi è identificato nei decreti del 2017 e del 2018 (DL 64/2017 e DM 2051/2018) volti alla “razionalizzazione” delle istituzioni scolastiche italiane all’estero e poi continuate da continui disaccordi prima per ciò che concerne la durata dei contratti del personale didattico e poi dal programma di nazionalizzazione degli istituti stranieri e religiosi da parte del governo eritreo.

Ultimo motivo di discussione tra i due governi è stata la gestione dell’attività didattica durante la quarantena in quanto le autorità eritree hanno lamentato una gestione poco trasparente della situazione. Recentemente la viceministra degli Esteri Marina Sereni ha annunciato come la “momentanea sospensione dell’attività didattica” sia stata determinata da una “decisione obbligata” in seguito all’assenza di risposte da parte delle autorità eritree alla lettera mandata dal Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte in seguito al termine degli esami di maturità.

La chiusura della Scuola Italiana ad Asmara è solo l’ultimo atto della dismissione oramai strutturale dell’influenza italiana fuori dai confini nazionali, la rinuncia a quello che da sempre è stato lo strumento principe al servizio della politica estera: la cultura.

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