04 giugno 2020

Cina-USA, il sogno americano e la nuova Guerra Fredda

  • Di Alejandro Cifuentes

Due testi per conoscere meglio le due parti dello scacchiere internazionale: “Questa è l’America” di Francesco Costa e “Nella testa del dragone” della sinologa Giada Massetti.

Nella battaglia per l’egemonia globale il posto dell’Orso sovietico è ora in mano al Dragone asiatico e il mondo, allora, cerca la sua strada tra i contendenti di oggi: Washington e Pechino.

È la nuova Guerra fredda e la casa editrice Mondadori offre due testi per conoscere l’una e l’altra parte dello scacchiere internazionale: Questa è l’America di Francesco Costa – vicedirettore del giornale online Il Post – e Nella testa del dragone della sinologa Giada Massetti. Entrambi curano un progetto radiofonico – da Costa a Costa e Riscio, condotto insieme a Simone Pieranni – a cui si può accedere gratuitamente dalle principali piattaforme podcast. Una ricerca sul campo che attraversa i due stati di città in città, di storia in storia.

Gli Stati Uniti d’America esercitano la propria influenza sul resto del globo da circa un secolo. Ed è un’egemonia economica, culturale e militare. La Cina si è rivelata la più imponente economia emergente grazie a una spaventosa crescita, che ha spostato il baricentro dell’economia mondiale sempre più verso Est.

Ecco l’America: “Se in Europa le nazioni hanno sempre avuto il monopolio dell’esercizio della forza, e questo è caduto sotto il controllo popolare soltanto dopo l’arrivo della democrazia, in America”, così scrive Costa, “è avvenuto l’opposto; gli americani hanno esplorato e conquistato chilometri e chilometri quadrati di territorio, da soli e ben armati, molto prima che nascessero gli Stati Uniti d’America”. Una nazione fondata da un’immigrazione eterogenea, senza un’origine, una cultura e una religione comune, che rivendicava la propria autonomia da un governo estero oppressore.

Il Sogno cinese, al contrario dell’American dream, è un sogno collettivo dove l’individuo si dissolve nella realizzazione dello stato. Fondamentale per il compimento del progetto - la cui cifra risiede nella stabilità politica, spiega Giada Massetti – è il controllo capillare dell’opinione pubblica, quindi della rete, “sia per una questione ideologica (le libertà civili occidentali sono un impedimento alla realizzazione del Sogno cinese), sia per una questione economica (nella corsa alla leadership tecnologica mondiale devono essere le aziende cinesi a dominare l’economia online in rapida crescita)”. La globalizzazione cinese ha un’asimmetria di fondo: aperta alla circolazione delle merci ma chiusa alla circolazione delle idee.

Gli Usa, invece, privi di un passato, sono stati gli alfieri della contaminazione, esercitando un magnetismo per chiunque cercasse fortuna in un mondo in cui “tutti gli uomini sono stati creati uguali”, e “dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili”. Lo Stato ha il ruolo di garantire le libertà e la proprietà individuali, e “ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo”.

L’impero Celeste prende corpo sotto la pressione bellica degli Unni; l’accentramento del potere era necessario per munirsi di una risposta militare efficace. La configurazione geografica impone come priorità la sicurezza e la difesa dei propri confini. La Grande Muraglia voluta dalla dinastia Qin sorge proprio per contrastare il pericolo della cavalleria nomade. La Cina, ancora oggi, impiega un terzo della sua spesa militare nella difesa delle frontiere.

Ed ecco ancora l’America. Un paradigma ecumenico che ha una sua potentissima traduzione nello ius soli. Infatti, chi nasce sul suolo statunitense ha diritto alla cittadinanza e lo stesso vale per chiunque vi risieda regolarmente per più di cinque anni. Un popolo unito dalla conformazione spaziale non dall’eredità temporale e quindi dinastica. La sovranità è dunque in mano a un popolo che include il diverso e per questo è in perenne divenire. Se l’origine è indeterminata anche il futuro lo è, se l’origine è plurale allora anche il futuro ha molteplici possibilità: la meta è aperta.

Per l’impero Celeste ogni dialettica interna è un potenziale focolaio d’instabilità e l’omologazione delle coscienze è progetto di Stato. Il Sogno cinese è una pianificazione che ha un orizzonte temporale vastissimo: avendo un’origine chiara - ed essendo una società impermeabile - la Cina riesce a proiettare una meta altrettanto chiara.

Ed ecco, infine, la Guerra fredda. Il tramonto statunitense non sembra riguardare l'economia, tantomeno la sfera militare. Quel che si sta sgretolando è il sogno americano: il coraggio di costruire una società aperta che inevitabilmente porta con sé feroci scontri interni. Come i giorni di fuoco del #blacklivesmatter a cui stiamo assistendo, l’ennesimo fotogramma del film americano. Mentre Xi Jinping difende la globalizzazione con caratteristiche cinesi Trump si fa portabandiera della protezione: alla ricerca di un “passato” ridisegna una meta.

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