28 luglio 2020

Cittadini e Pandemia. Intervista a Carlo Feltrinelli

  • Di Niccolò Serri

Conversazione con Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo Feltrinelli e della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli su uno dei temi dalla ricerca “Pandemia e democrazia: rule of law nella società digitale” di Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine.

I dati dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori mostrano una crisi senza precedenti nel settore libraio: la pandemia ha quasi completamente bloccato la macchina editoriale e si stima che nel 2020 saranno più di 18.000 i titoli pubblicati in meno. Come si è attrezzata l’industria editoriale per far fronte all’emergenza sanitaria e quali sono i suoi effetti di lungo periodo sul mercato del libro?

Per la prima volta in sessantacinque anni si sono spente le luci di tutte le nostre librerie: un buio improvviso, per me inimmaginabile. Nelle fasi più acute della pandemia, la priorità è stata quella di salvare i posti di lavoro. In questo senso, io e altri editori abbiamo aderito a schemi di lavoro temporaneo che hanno permesso in parte di “congelare” le case editrici nella situazione pre-COVID. Come lei ricorda, i costi maggiori sono stati in termini di pubblicazioni. Gli ultimi numeri dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori parlano di un calo del 66,3% nelle novità editoriali, che è stato compensato solo in parte da nuove uscite digitali (+22,3%). Mentirei se le dicessi che gli effetti di lungo periodo sono chiari: molto dipenderà da come si comporterà il virus nei prossimi mesi. Credo però che vadano colte le sfide guardando alle vie di uscita, ai passi in avanti che è necessario fare per saper declinare il ruolo del settore editoriale e librario (ma anche di quello culturale in senso più ampio) in un contesto nuovo restando fedeli alla missione di far circolare le idee per creare occasioni di consapevolezza, crescita, scambio. Se vuole, può immaginarsi una casa editrice come un’arca in cui possono trovare rifugio persone e saperi in attesa che la tempesta passi. Per questo occorre avere un occhio rivolto al futuro. Eventi come questo possono accelerare trasformazioni già in atto: la sfida del digitale è una di queste, e non è un appuntamento a cui ci siamo presentati impreparati. Quello che cambia è l’intensità della sfida, e le condizioni per farvi fronte, che in questo momento non sono ottimali. In questo senso, dovremo muoverci su due fronti: adattarci alle condizioni attuali, cercando di minimizzare i danni, ed essere attenti alle opportunità di cambiamento che persino questa situazione può presentare.

Librerie e biblioteche non sono solamente gli spazi fisici del libro, ma anche luoghi di aggregazione e promozione culturale. La disciplina del distanziamento sociale ha ridimensionato le possibilità di incontro e dibattito pubblico che rappresentano la sostanza del vivere civile, introducendo una dimensione più atomizzata. Che ruolo ha avuto la lettura durante il lockdown e quali politiche culturali immaginare per il dopo?

I libri offrono un tipo di intrattenimento unico, che forse i tempi dilatati dovuti al lockdown hanno permesso di apprezzare meglio. I sociologi distinguono tra tempo ambientale e tempo intrinseco. Il primo è scandito dall’esigenza di vivere sincronizzati. In questo senso, le forme di intrattenimento social che si sono diffuse negli ultimi decenni ci rendono interconnessi e dettano i nostri ritmi di vita. Sono eccitanti, ma alla lunga stancano. Eppure non ce ne rendiamo conto, tanto siamo immersi in questa realtà. Il tempo intrinseco è come vivremmo il passare del tempo senza questi vincoli. I libri, da sempre, sono più vicini al tempo intrinseco, sono un’attività meditativa che ci permette di “staccare”. Uno degli aspetti più stranianti della pandemia riguarda questo: le persone si sono trovate, loro malgrado, ad avere molto più tempo nelle mani rispetto a periodi “normali”. I libri hanno permesso di occupare attivamente questo tempo. Speriamo di poter tornare presto alla normalità, ma di poterci portare dietro qualcosa di quello che abbiamo esperito durante il lockdown. Poter staccare dal flusso inesauribile di informazioni che vengono dai nostri schermi è qualcosa che avrà sempre un suo valore. Ci auguriamo che sempre più persone possano essere conquistate dal gusto della lettura, concedersi un tipo di intrattenimento, se vogliamo, più portato alla dimensione della riflessione, della ricerca.

La Feltrinelli RED in via del Corso a Roma

La Feltrinelli RED in via del Corso a Roma

Abbiamo assistito ad un paradosso in questa fase: abbiamo avuto più tempo per leggere, ma, almeno apparentemente, meno libri a disposizione. La pandemia sembra aver accelerato alcune delle dinamiche in atto nel mercato del libro: da un lato, la sempre maggiore diffusione dei formati digitali, dall’altro, la crescita dei colossi della distribuzione e-commerce come Amazon. Che impatto sta avendo la digitalizzazione in campo editoriale e quali problemi incontra la lettura in un’Italia caratterizzata ancora da un forte digital divide?

Queste trasformazioni rientrano nel novero di cambiamenti a cui accennavo prima. In questo senso, la Feltrinelli si è premunita ben prima della pandemia: nel prossimo futuro, intendiamo creare una piattaforma unificata che unisca l’e-commerce di Ibs e quello di Feltrinelli.it. Si tratterà di una piattaforma in grado di articolare un’offerta culturale inedita in Italia e alternativa alle grandi piattaforme di e-commerce come Amazon. Il digital divide a cui fa riferimento è una realtà che conosciamo bene e che impedisce di concretizzare molte delle potenzialità che le piattaforme digitali offrono. Questo periodo di isolamento ha però impresso una brusca accelerazione a processi che erano già in atto. Pensi solo agli adeguamenti che le aziende hanno dovuto mettere in atto per organizzare il lavoro da casa. Ecco, in questo senso la pandemia ha posto la società italiana di fronte agli innumerevoli ritardi accumulati negli ultimi decenni, a partire dal sistema dell’istruzione. Colmare il digital divide non è più una questione di opportunità ma una vera e propria necessità. Mentre, in parte, cambierà il modo di distribuzione, la nostra forza sarà quella di continuare a fare, anche se in modo nuovo, ciò che ci ha contraddistinto maggiormente nella nostra storia: identificare le nuove tendenze letterarie, articolare un’offerta coerente per i nostri lettori ed essere mossi dalla voglia di raggiungere nuovi pubblici, grazie a una proposta culturale poliedrica.

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