21 aprile 2020

Coronavirus e ripercussioni sull’ambiente

  • Di Viviana Panaccia

Le immagini dallo spazio assumono un significato di chiaro monito e, insieme, rappresentano una preziosa indicazione post-lockdown.

Per Safran Foer la crisi climatica è “la crisi della capacità di credere”. Credere per rispondere all’urgente imperativo etico di “compiere piccoli sacrifici nel presente per evitare sacrifici epocali in futuro”.

Pensiamo all’inquinamento atmosferico, un problema ambientale di dimensioni globali che ha un impatto gravissimo sulla salute pubblica soprattutto per le popolazioni che vivono in aree urbane. Secondo l’OMS, l’inquinamento atmosferico è la causa principale della morte ogni anno nel mondo di circa 8 milioni di persone. Tra gli inquinanti più letali per la nostra salute primeggia il biossido di azoto, le cui emissioni sono determinate in larga parte dal trasporto su strada, dalle attività industriali e dal riscaldamento. Per rimanere al nostro continente, il particolato (PM), biossido di azoto (NO₂) e l’ozono a livello del suolo (O₃) da soli causano circa 400 mila morti precoci ogni anno.

(In copertina) Le immagini di Venezia del satellite Copernicus – Sentinel 2 mostrano  una laguna più blu con un Canal Grande privo di traffico. (Sopra) Pianura padana – Livelli di biossido di azoto 2019 - 2020. ©  contains modified Copernicus Sentinel data (2019-20), processed by ESA

(In copertina) Le immagini di Venezia del satellite Copernicus – Sentinel 2 mostrano una laguna più blu con un Canal Grande privo di traffico. (Sopra) Pianura padana – Livelli di biossido di azoto 2019 - 2020. © contains modified Copernicus Sentinel data (2019-20), processed by ESA

Eppure, la percezione che mostriamo di avere di questo problema appare del tutto diversa rispetto alla reazione che abbiamo avuto nei riguardi della crisi sanitaria provocata dal Covid 19. Nessuno, ad esempio, penserebbe mai a un lockdown per ridurre l’inquinamento atmosferico. Questo perché, sempre per citare Safran Foer, gli “eventi meteorologici estremi, alluvioni e incendi indomabili, migrazioni e penuria di risorse danno la sensazione di essere astratte, lontane e isolate, anziché presentarsi come gli snodi cruciali di una narrazione sempre più incalzante.” Eppure, si muore più di inquinamento che di virus.

Cina – Livelli di biossido di azoto. NASA Earth Observatory images using modified Copernicus Sentinel 5P data processed by ESA

Cina – Livelli di biossido di azoto. NASA Earth Observatory images using modified Copernicus Sentinel 5P data processed by ESA

Per limitare al massimo la diffusione del contagio del Covid 19, che da alcuni mesi minaccia la salute degli abitanti del nostro pianeta, molti paesi hanno imposto drastiche misure di contenimento, tra cui la chiusura di un consistente numero di fabbriche e uffici e una forte limitazione della mobilità con la sensibile riduzione del trasporto pubblico e privato. Il lockdown di città o di interi paesi ha sortito l’effetto di ridurre drasticamente i livelli d’inquinamento nell’atmosfera. Le immagini satellitari ne sono una conferma chiara, oggettiva, che non lascia dubbi: la qualità dell’aria appare visibilmente e decisamente migliorata in molte città europee come Madrid, Parigi, Roma, Milano e la Pianura Padana, ma anche nelle megalopoli cinesi e americane.

Spagna – Livelli di biossido di azoto. © contains modified Copernicus Sentinel data (2019-20), processed by KNMI/ESA

Spagna – Livelli di biossido di azoto. © contains modified Copernicus Sentinel data (2019-20), processed by KNMI/ESA

Le immagini dallo spazio assumono un significato di chiaro monito e, insieme, rappresentano una preziosa indicazione per le classi politiche e i governi del post-lockdown. Dopo l’emergenza sanitaria, e nell’ottica del perseguimento degli obiettivi del Green New Deal europeo, che mirava a rendere l’Europa carbon free entro il 2050, è necessario puntare con più convinzione e con maggiori risorse su politiche di sviluppo sostenibile di medio-lungo periodo per ridurre fortemente l’inquinamento atmosferico e garantire una migliore qualità della vita.

© contains modified Copernicus Sentinel data (2020), processed by ESA

© contains modified Copernicus Sentinel data (2020), processed by ESA

Gli scienziati ci avevano già messo in guardia. I processi sempre più spinti della globalizzazione, e lo sviluppo sempre più intenso di megalopoli con conseguente distruzione di habitat naturali e biodiversità, avrebbero favorito l’insorgere di pandemie. Questa esperienza suggerisce soprattutto l’impossibilità del ritorno alla vecchia normalità e l’urgenza di una ‘nuova normalità’, con una maggiore considerazione per la scienza e le competenze specifiche, maggiori investimenti nella ricerca e una maggiore attenzione per la salvaguardia del nostro pianeta. Non farlo sarebbe un errore gravissimo.

I satelliti hanno diagnosticato senza più alcuna ombra di dubbio il male e indicato la strada da percorrere, la parola ora passa alla politica.

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