16 marzo 2020

Così lontani, così vicini: la scuola ai tempi del Coronavirus

  • Di Ottavio Fattorini

La comunità del mondo della scuola ha reagito nel suo insieme con la solita generosità e slancio professionale alla chiamata improvvisa della didattica a distanza.

Non era né facile né scontato, considerando che non esiste una sola scuola in Italia ma ben differenti realtà sia a livello geografico che all’interno dei medesimi territori e certamente vari livelli di diffusione, confidenza e disponibilità di risorse latu senso digitali (connettività, device, piattaforme, ecc…).

Eppure le scuole nel loro insieme (dirigenti, docenti e personale ATA) hanno risposto alla chiamata morale con senso di responsabilità e abnegazione. C’è stata qualche iniziale puntualizzazione tecnica di matrice sindacale, che ha mostrato come non per tutti è facile rispondere alla storia che passa, con il dovuto sguardo prospettico e decentramento ottico. Ma i docenti nel loro insieme hanno da subito e quasi spontaneamente, anche prima delle pur tempestive sollecitazioni ministeriali, cercato le vie tecnologiche di contatto con i loro studenti: il vero e unico motivo per cui dovrebbe esistere la scuola.

Così i collegi dei docenti si sono attivati, sulla base delle specifiche situazioni e pur in una varietà di soluzioni, per far giungere una segno della loro presenza nelle case di ciascuno dei loro studenti: tramite il registro elettronico in uso, attivando le piattaforme gratuite a disposizione, utilizzando le numerosissime risorse che Ministero dell’Istruzione o agenzie formative, istituzionali o private hanno messo a disposizione.

Tutto è diventato un possibile veicolo per mantenere in vita il vero cuore della scuola: la “relazione educativa” tra docente e discente, o ancor più sinteticamente la relazione, tout court.

Perfino le vituperate chat di genitrici, tradizionale crogiuolo di indignazioni e critiche per ogni manifestazione scolastica, hanno assurto inaspettatamente al ruolo di reti già belle e pronte di irradiazione emergenziale della informazione.

E’ chiaro che non era facile improvvisare nel giro di qualche giorno , un modo differente di pensare e fare la scuola. Cercare di attivare una qualche forma di didattica da remoto sullo slancio della vocazione professionale di ciascun insegnante, non vuol dire avere un corpo docente che nel suo insieme sia in grado di pensare e programmare una modalità didattica che, più che a distanza, sappia essere “digitale”.

Impartire consegne o erogare lezioni, ineluttabilmente frontali, tramite una piattaforma, più o meno performante, è cosa ben differente da un modo specifico e consapevole di pensare a monte la didattica come co-costruzione della conoscenza, ricerca dell’informazione e negoziazione della sua attendibilità, utilizzo di realtà ipertestuali e “aumentate” come strumento di apprendimento significativo. Certo, ci sarà tempo per marcare questa differenza e considerarla una emergenza educativa. Ma nel frattempo la massima che è stata adottata per lo più da chi la scuola la fa, è stata quella che muove chi sa essere operativo, piuttosto che oziosamente riflessivo: “Piuttosto che niente preferisco … piuttosto”

Si racconta, è vero, del tentativo di qualche docente di compensare improvvisamente con una valanga di consegne una inevitabile mancanza di tempo-scuola: in alcuni casi con i compiti rovesciati, anche solo tramite registro elettronico, nella case dei bambini delle elementari per un paio di settimane, si sarebbe ottenuto il conseguimento della laurea! Succede.

Ma la cosa più bella che è accaduta è che, al di là dei compiti, la stragrande maggioranza dei docenti ha compreso che i loro alunni avevano solo bisogno di un cenno della loro costante presenza, di sapere che c’erano lì, anche da casa, per loro: un messaggio di saluto da girare via whatapp sulle suddette chat, qualche emoticon in più di cuori e abbracci, un arcobaleno di prospettiva e di fiducia da colorare insieme pensando alla futura gioia del riabbracciarsi. La scuola ha saputo mostrare da lontano, quanto sa essere vicina!

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