08 aprile 2020

Covid-19 tra complotti e sovraffollamento mediatico: educare il cittadino alla verifica delle fonti

  • Di Marco Pivato

Spero che alla fine di tutto questo al cittadino rimanga una lezione, comune a giornalisti e scienziati: la verifica delle fonti. Chi dice cosa è fondamentale.

Allo scoppio di una vera e propria guerra, annusi sempre le premesse da mesi (se non da anni), prima con le intenzioni politiche, poi con le imprese diplomatiche, magari arriva un embargo e qualche base missilistica gira la punta verso di te, il tutto preceduto da telefonate e comunicati stampa. Al contrario, nella «guerra» tra l’umanità e il virus SARS-CoV-2 (Covid-19) nessun ambasciatore del Paese dei microorganismi è venuto Cina e poi a Roma a recapitarci una dichiarazione di guerra. Nel giro di un mese la rapidissima escalation ci ha impedito di metterci nell’ordine delle idee di dovere affrontare un conflitto globale. Dal punto di vista sanitario, economico e sociale.
Sta andando meglio alla Corea del Sud, memore delle precedenti esperienze e tra queste l’epidemia di Mers del 2015: il Paese è sempre stato attrezzato a una nuova eventuale catastrofe del genere, a livello di tenuta del sistema sanitario e delle misure emergenziali. Proprio come il Giappone lo è per i terremoti, nemmeno quelli tanto ragionevoli ad avvisarti per tempo.

Il fattore sorpresa quindi, in Italia, ha giocato un ruolo fondamentale nell’avere scatenato il panico, tanto più che siamo stati tra i primi a seguire la Cina nella diffusione del virus. In questo clima, naturalmente, sono fioccate le ipotesi più diverse sulla causa dell’epidemia, localmente, e sulla pandemia, globalmente. Teorie del complotto puntuali e alcune molto fantasiose come la mia preferita, quella del nesso tra la «piaga» e l’introduzione degli Organismi geneticamente modificati (Ogm) nell’ecosistema. Precisamente, il 12 marzo su Il Manifesto, Francesco Bilotta ci informava che per spiegare i salti di specie compiuti dai virus è necessario prendere in considerazione «l’inquinamento genetico del pianeta causato dalla presenza di centinaia di organismi geneticamente modificati». Il «salto di specie» è il meccanismo è che permette a un virus, sino a prima inquilino solo di una specie animale, di infettare anche l’uomo. In realtà il passaggio di specie è sempre avvenuto, da quando esiste la vita e non da quando esistono gli Ogm: Sars, Mers, Aviaria, influenza suina e anche Aids sono causate da virus che infettavano altri animali.
Ce ne aspettiamo altri di questi passaggi di specie: le «porte» per entrare nelle cellule (i recettori cellulari) da parte, per esempio di un patogeno, sono spesso molto simili in specie diverse, e la prolungata vicinanza fra uomini e animali favorisce il fenomeno, come lo favorisce l’affollamento del pianeta e il naturale desiderio di spostarsi dell’uomo.
Meno fantasia (è banale, su!) ci vuole per immaginare un laboratorio del governo cinese che sperimenta armi biologiche contro il mondo al quale sfugge, magari di proposito (salvo ritorcersi contro), il SARS-CoV-2. Eppure, esperimenti sul salto di specie erano effettivamente avvenuti in Cina. Esperimenti, ha poi precisato la rivista Nature, non per costruire un super-virus, ma per studiare, per l'appunto, questo fenomeno: della serie, “Conosci il tuo nemico”.

I neuroscienziati spiegano che la mente cerca sempre una causa per ciò che vede, sente, tocca, ode e odora: è naturale, dal momento che siamo nati in un universo in cui vige il nesso causa-effetto, quindi se c’è un effetto deve per forza esserci anche una causa. Trovarla è rassicurante, definirla aiuta a mettersi il cuore in pace (o meglio: il cervello, evolutivamente modellato in milioni di anni in un ambiente dove tutti gli effetti hanno una causa) anche se a nutrire le spiegazioni è la paranoia. Non solo l’evoluzione lo insegna, ma anche la storia: nei momenti di crisi cercare un «colpevole» diventa lo sport nazionale. Può essere l’ebreo, l’immigrato o chi per loro.
Mario Luzi, parlando della poesia come estensione dell’uomo, ha scritto: «[...] tende a ricostruire un universo perduto [e] riflette il misterioso ordine perduto e percepito come mancante; in ogni poesia c’è questo senso di vacanza, questo senso non di immobilità su sé stessa, ma di movimento per il rimpianto e verso qualcosa che le manca». Ci troviamo quindi in un modo dato ma non spiegato, e questo crea ansia, ricerca di una causa. Poi però tutto deve essere razionalizzato, vale a dire portato sul piano scientifico: come affrontare e vincere la crisi? Attualmente molte riviste hanno smesso di pubblicare dati matematici sulle previsioni e l’andamento del picco: ogni giorno vanno ricorrette. Colpa anche del «butterfly effect» (semplificando all’estremo: il battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo): è sufficiente che accada qualcosa di imprevisto che i conteggi del giorno dopo sono tutti da rifare. La verità è che del SARS-CoV-2 sappiamo ancora molto poco.
Sui media si parla per esempio del vaccino (a proposito, dove sono spariti i no-vax?), quando in realtà sarebbe meglio parlare dei vaccini, o di nessun vaccino affatto. Almeno per adesso. Perché il virus muta, proprio come quello dell’influenza: capita di vaccinarci a ottobre/novembre eppure di ammalarsi a febbraio. Il vaccino ha funzionato benissimo, ma il virus, nel frattempo, ha subito mutazioni capaci di renderlo insensibile alla profilassi che abbiamo fatto mesi prima. Attualmente si cercano parti «invarianti» dei virus, vale a dire «pezzi» di virus non frequentemente soggetti a mutazioni, in modo da avere un’arma che non scada. Nel frattempo, c’è la corsa alla sperimentazione dei farmaci (armi curative quindi e non profilattiche), per tamponare la sintomatologia che, purtroppo, spesso è mortale in molti soggetti.
Troppo presto per dire come andrà a finire. Proprio per questo è meglio consultare poche informazioni alla volta, cercandole per le vie corrette, e non sperticarsi in analisi.

A proposito delle vie «corrette», spero di cuore che alla fine di tutto questo al cittadino rimanga una lezione, comune a giornalisti e scienziati: la verifica delle fonti. Chi dice cosa è fondamentale. Se, per esempio, un giornalista o uno scienziato vengono a sapere che la Coca Cola fa ricrescere i capelli la prima cosa che fanno non è pubblicare, ma verificare da dove viene l’informazione. Non è logico? Lo è, ma la percezione del rischio è tutt’altro che razionale: attiene alle emozioni. Di fronte ai dati, la paura non si quieta, la paura è viscerale. Dunque, aspettarsi teorie e reazioni fuori del comune, in questo momento è comprensibile.
Agli psicologi le emozioni, agli scienziati i dati. Entrambi servono a contestualizzare l’emergenza. La Società Italiana di Farmacologia (SIF), che rappresento come addetto stampa, sta facendo tantissimo da questo ultimo punto di vista: sul nostro sito web (www.sifweb.org) abbiamo attivato una Unità di Crisi, divisa in due canali. Uno è dedicato agli specialisti e contiene documenti in linguaggio tecnico per condividere tra colleghi le informazioni, l’altro è invece dedicato al cittadino: si chiama SIF Magazine (www.sifweb.org/sif-magazine, per altro accessibile anche direttamente dal sito web di SIF) ed è una neonata rivista, per raccontare tutto ciò che possiamo sapere e ciò che acquisiamo, giorno dopo giorno, su farmaci e vaccini per il SARS-CoV-2. La SIF è una società scientifica cui afferiscono i maggiori farmacologi provenienti dal mondo accademico, regolatorio e industriale italiano. Mi auguro che il neonato Magazine possa rispondere a qualunque domanda alla quale sia possibile attualmente dare risposta, infatti, come recita il benvenuto: «Siamo consapevoli che i complessi dibattiti medico-scientifici debbano diventare materia di discussione pubblica, perché riguardano la salute e la qualità di vita dei cittadini nell’esercizio del loro diritto ad essere informati: utilizzeremo questo spazio con la massima professionalità, augurandoci di fornirvi informazioni sempre chiare e utili».

Marco Pivato, Società Italiana di Farmacologia

Marco Pivato, Società Italiana di Farmacologia

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