02 aprile 2020

Diario di Arianna/4

  • Di Arianna De Luca

Ogni giorno, fino al più bel giorno: quando saremo nel dopo.

Oggi è per me una di quelle giornate senza colore né identità. Stamattina nessuna sveglia ha interrotto i miei sogni, ma sarebbe forse stato meglio se lo avesse fatto. Ricordo soltanto una successione illogica di immagini sovrapposte, che senza sosta fluivano nella mia mente. Ultimamente mi succede spesso e credo che, in parte, abbia a che fare l’insonnia. Quando si trascorrono intere giornate a casa è inevitabile che si perda la percezione del tempo. I giorni passano e la monotonia fa sì che nessuno se ne accorga.

Guardo il calendario appeso in cucina e conto i giorni trascorsi senza mia madre. Era partita il 22 febbraio con la gioia di trascorrere del tempo in compagnia di mia sorella e dei suoi bambini, che vivono in Emilia Romagna. Ricordo che quel giorno la salutai svogliatamente. Se soltanto avessi saputo che non l’avrei rivista molto presto, l’avrei abbracciata più forte dicendole che le voglio bene. La sua assenza mi crea un vuoto lancinante. Lei è una di quelle persone che anche senza volerlo riescono a farti star bene. Per me non è soltanto una madre, ma una confidente e un’amica. Vivere giornate cariche di sconforto come queste e non avere lei al mio fianco rende tutto più difficile. Lei cerca sempre di farmi vedere il bicchiere mezzo pieno e mi dice che quando tutto questo finirà, sarò sicuramente più forte di prima.

Spesso quando avverto la sua mancanza mi arrabbio inutilmente con lei. Le dico che ha sbagliato ad andarsene, che sarebbe dovuta restare a casa prevedendo possibili conseguenze spiacevoli come questa. La verità è che nessuno avrebbe mai potuto immaginare che si arrivasse a un punto del genere. Non avrei mai pensato di poterlo dire, ma mi manca persino litigare con lei. Ciò che amplifica queste sensazione è non sapere quando potrò rivederla. Potrebbe essere tra alcune settimane o tra parecchi mesi, nessuno è in grado al momento di darci una risposta. L’altro giorno, a pranzo, mio papà mi ha detto che questa non è una semplice problematica da risolvere, ma è una situazione che riesce a cambiare le persone. A me piace pensare che un giorno, quando tutto finirà, avremo imparato ad apprezzare la semplicità, la bellezza delle piccole cose, l’importanza degli affetti.

Arianna De Luca, studentessa

Arianna De Luca, studentessa

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