08 aprile 2020

Diario di Arianna/8

  • Di Arianna De Luca

Ogni giorno, fino al più bel giorno: quando saremo nel dopo.

Didattica a distanza. Consegne da rispettare. Un computer. Sono questi gli strumenti che permettono agli studenti di mantenere vivo il rapporto con la scuola, di non dimenticare di far parte di un gruppo classe. Tutto, ormai, sembra essere incentrato su scadenze. Tutto è tracciabile: lavori svolti, non consegnati, ore trascorse sulla piattaforma digitale. Tutto sembra essersi ridotto alla quantità di lavoro che si riesce a svolgere entro un determinato arco di tempo.

Le videochiamate con i docenti, con quelli che amano fare il proprio lavoro, cerca un po’ di scaldare questa freddezza, di mantenere la scuola come luogo di esperienze condivise. La didattica a distanza mi ricorda quanto sia prezioso il confronto diretto con i miei professori e con la mia classe.

In un periodo come questo, fatto di attese e incertezze, per noi studenti non è facile riuscire ad andare avanti senza poter coltivare delle aspettative. Queste hanno sempre giocato un ruolo importante, perché è in parte la voglia di non deluderle che indirizza le nostre azioni, i nostri sacrifici.

Ogni giorno porta delle novità con sé. La ministra Azzolina ha spesso voglia di fornire informazioni a noi ragazzi, ma purtroppo queste non vengono mai accompagnate da certezze. È come se si continuasse a girare intorno all’argomento senza mai centrarlo pienamente. Tutto si esaurisce in vista di un deadline sensibile a rettifiche.

Settimane fa ci avevano detto di aspettare fino al 3 aprile. Adesso dicono che la data in grado di fornire delle risposte sarà il 18 maggio. Attese. Ancora attese. Mi chiedo quando finalmente qualcuno riuscirà a dirci come concluderemo il nostro percorso scolastico.

La voglia di venire incontro ai ragazzi si è concretizzata nel comunicare che, date le circostanze, non ci saranno bocciature quest’anno. In realtà, ai miei occhi, gli occhi di una studentessa, questo non fa altro che allontanare il principio meritocratico dalla scuola, sminuendo in parte l’impegno di chi cerca comunque di andare avanti. In una fase di instabilità come quella che stiamo vivendo, credo sia doveroso da chi di competenza fornire al più presto delle linee guida, dei punti fermi sui quali poter indirizzare lo studio in vista degli esami di Stato.

Sono stanca di aspettare una data. Sono stanca di ascoltare proposte soltanto abbozzate. Credo sia giunto il momento che si inizi a parlare di provvedimenti. Provvedimenti concreti, perché in fondo è della concretezza che ad oggi si ha realmente bisogno.

Arianna De Luca, studentessa

Arianna De Luca, studentessa

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