27 marzo 2021

Figure del potere del teatro antico: il caso Creonte

  • Di Daniela Sessa

Figure del potere del teatro antico: il caso Creonte è il titolo dato al dialogo tra il Presidente Luciano Violante e gli allievi dell’Accademia D’Arte del Dramma Antico di Siracusa. Il dialogo, che prende avvio dal libro di Violante “Insegna Creonte”, è inserito in Antichi Pensieri, una serie di incontri pensati e moderati da Antonio Calbi, sovrintendente della Fondazione Inda.

Al centro del dialogo l’errore di Creonte e il rapporto tra il potere che conserva, quello invocato da Antigone, e il potere moderno, di Creonte che applica la legge scritta, più debole di quella orale degli dei, e che fallisce per incapacità di ascoltare l’altro. "Quello che stiamo facendo stasera è un esercizio di democrazia” ha detto Luciano Violante ai giovani attori che hanno interloquito con lui.Il teatro come genius della democrazia anche contemporanea. Una democrazia – come ha sottolineato Violante- pianta e non sasso; dunque da curare e coltivare. Violante ha condotto un’analisi del potere (e dell’errore che ne è parte) puntando sul rovesciamento del senso comune: da Antigone cui occorre togliere o meglio reinterpretare l’aureola di eroina tout cour, pur riconoscendone il simbolo della disobbedienza civile a Creonte interpretato da una lettura parziale come chiuso nella fame di potere, all’anticipazione dei suoi studi su Clitemnestra, il cui uxoricidio va riletto nella chiave del dolore. Il punto più alto della conversazione arriva, infatti, quando Violante dice che la politica ha il dovere di prendersi carico del dolore. Il Presidente, sollecitato dalle osservazioni di Calbi su nodi tematici del libro, racconta del suo incontro con Tereq Aziz, del prete che interrogò da magistrato negli anni del terrorismo e delle sue esperienze di giovane lettore presso i circoli del Pc e della Dc in Puglia.

Il caso Creonte: incontro con Luciano Violante - Fondazione Inda

Il dialogo, poi, ha spaziato sulla valenza simbolico-teatrale del processo, sulle assonanze tra il linguaggio della politica e quello del teatro, sulla messa in campo del corpo. A Valentina Brancale, allieva del secondo anno dell’Accademia, Violante ribatte definendo il Parlamento luogo in cui si “recitano” i valori. A un allievo del terzo anno Alessandro Mannini, impegnato nelle prove dello spettacolo-saggio da “Pilade” di Pier Paolo Pasolini, che chiede del rapporto tra consolazione e adulazione in politica, Violante risponde che l’adulazione dovrebbe essere estranea alla politica e cita Aldo Moro. Una lezione di etica della politica che ha toccato anche il ricordo delle vittime della mafia, come sollecitato da Federica Leuci, allieva del primo anno. Mentre il teatro rimane chiuso nello spazio innaturale dello streaming e la politica lascia chiusi i luoghi della cultura, Violante ironizza con Calbi sull’opportunità di invitare a teatro i parlamentari, perché apprendano la lezione degli antichi.

Un confronto importante e vivace, che termina con un omaggio di Violante a “Eracle” di Emma Dante (l’ultimo spettacolo cui ha assistito al Teatro Greco di Siracusa) per la capacità di disegnare uno spazio reale e onirico al tempo stesso.

L’incontro è andato in diretta sulla Pagina Facebook della Fondazione e sarà visibile su Youtube.

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