16 marzo 2020

I Sorveglianti. La prima lezione

Mattia Effrem, appunti per una saga/5

I ragazzi rimasero nell’Aula, guardando con aria interrogativa i due che avevano preso la parola. Un eccesso di protagonismo, dicevano i loro sguardi. La politica qui non c’entra- disse l’indiano. Con quello che ci pagano, voi mettete in mezzo la politica. La politica è solo potere disse un altro. E il potere oggi siamo noi. Solo che noi, invece dei politici, diamo servizi che tutti apprezzano. E se gli utenti non sono d’accordo vanno da un’altra parte. Tu da che parte vai se il politico non ti soddisfa? Da un altro politico che è tale quale al primo.

Li Jou entrò con passo deciso e tutti tacquero. Era la sua prima lezione del corso di formazione. Era stata indecisa sino all’ultimo su come vestirsi. Aveva optato per pantaloni neri, pull-over giallo, giacca nera. I ragazzi presero immediatamente posto. Lei si presentò. Si trattava della lezione introduttiva.

La mia lezione durerà venti minuti circa e affronterà tre questioni. E’ permesso registrare e prendere appunti. Dopo la lezione ci sarà una pausa di tre minuti. Poi domande di venti secondi.

Prima questione. Tutto ciò che esiste può essere tradotto in bit. L’ indirizzo; il quartiere dove si abita, e le sue caratteristiche sociali; il nostro obbiettivo massimo è sapere tutto di tutti: il conto corrente; i debiti e crediti; la taglia della camicia; i farmaci che si prendono; la marca di assorbenti; i battiti del cuore; i malesseri; gli acquisti; la marca preferita di corn flakes; le serie tv preferita; le preferenze politiche, sessuali, sportive; i giornali e i libri che si leggono; il tempo che si impiega per leggere un messaggio; il tempo che si impiega per soffermarsi su un brano specifico del messaggio che si è ricevuto, oltre alla individuazione del brano del messaggio. È traducibile anche il modo di camminare; ognuno di noi cammina in modo un po’ diverso dagli altri.

Seconda questione. Noi non diamo informazioni. Noi creiamo opinioni. L’informazione è solo un mezzo per creare un’opinione; noi creiamo l’opinione che interessa ai nostri clienti e in più creiamo opinioni funzionali alle nostre strategie generali. In ogni caso noi siamo interessati alla profilazione del più alto numero dei cittadini e procediamo tenendo presente quello che accade nel mondo. Se ci accorgiamo che in una certa libreria di una città si vendono molti libri sulla Jahad, troppi rispetto alla media, è probabile che tra gli acquirenti, insieme a persone che vogliono solo informarsi, ci siano degli estremisti. Perciò cerchiamo di profilare il più alto numero di persone che abitano nella zona e delle persone che hanno acquistato quel libro. Allo stesso tempo segnaliamo alle autorità competenti l’anomala vendita di libri sospetti e informiamo che raccogliamo i dati relativi alle persone del quartiere che per abitudini, frequentazioni, relazioni sociali potrebbero essere pericolose. Mandiamo loro messaggi-esca che servono perché si pronuncino; per esempio, contro la politica degli Stati Uniti in Afghanistan; molti così ci aiutano a profilare sé stessi. E’ probabile che qualche autorità pubblica ci chieda questi dati per la tutela della sicurezza delle persone e dei luoghi. A questo punto entra in azione l’area business… Siamo sempre un passo avanti; dobbiamo continuare ad esserlo. Se possibile anche di due o tre passi avanti.

Terza questione. Il lavoro più difficile è la lettura dei contesti. Sapere e soprattutto capire cosa sta accadendo attorno a noi e cosa è probabile che accada. Alcuni di voi devono specializzarsi nella lettura dei processi sociali e quindi nella previsione di ciò che può accadere perciò i nostri capi selezionano molti studiosi di filosofia, della letteratura dei vari paesi, anche di filologia greca; serve l’attitudine a capire dove c’è un segnale di qualcosa che sta avvenendo e che però non è ancora percepito dall’opinione pubblica. Noi suggeriamo alle donne e agli uomini come pensare a sé stessi, agli altri, al mondo. Non sono obbligati a farlo, naturalmente. Ma spesso raggiungiamo l’obbiettivo, concluse sorridendo; perciò siamo i primi nel mondo.

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