12 aprile 2021

“Insalate di matematica” contro la pandemia

  • Di Serena Ricci

Chi non ricorda la sigla di Atlas Ufo robot (anime basato su un soggetto di Gō Nagai, già autore dell'omonimo manga nel 1973) che, nel descrivere le prodezze di Goldrake, eroe paragonato da Gianni Rodari ad un Ercole moderno, ne esaltava la predilezione culinaria per le “insalate di matematica” e i libri di cibernetica? Soprattutto le giovani generazioni si sono dovute confrontare, nel corso di questa pandemia, con le discipline scientifiche e digitali diventate gli strumenti indispensabili messi a disposizione durante questa emergenza sanitaria. Al fine di sollecitare un intervento dell’Esecutivo, è stata presentata al Senato una mozione firmata da diverse forze politiche, relativa al potenziamento dell'insegnamento della matematica e dell'educazione digitale. In Italia si registra un grave ritardo nel campo della formazione matematica, tecnico-scientifica e digitale, che ostacola la crescita economica e lo sviluppo sociale del Paese. Dal rapporto del 2020, basato sul "Digital economy and society index", indice dell'economia e della società digitali sviluppato dalla Commissione europea e che ogni anno misura il grado di diffusione e il progresso verso un'economia e una società digitali dei Paesi dell'Unione europea, risulta una classifica dei ventotto Stati membri che posiziona l'Italia al terzultimo posto. La valutazione della politica europea e nazionale in materia di digitalizzazione si basa su alcuni indicatori quali la connettività, il capitale umano, l’utilizzo di internet, l’integrazione della tecnologia digitale nei sistemi produttivi e i servizi pubblici digitali. Come sottolineato nella mozione, l'indicatore "capitale umano”, che attesta i soggetti dotati di competenza tecnologica e dell'informazione e della comunicazione e che ci consente di analizzare le abilità tipiche dell'utente di internet e le abilità avanzate da sviluppatore, prevede il posizionamento del nostro Paese agli ultimi posti della classifica europea. Il livello delle competenze digitali degli italiani, sia quelle di base, sia avanzate, è al di sotto della media UE, in quanto soltanto il 42 per cento degli individui tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base a fronte del 58 per cento nella UE. Il piano nazionale per la scuola digitale, avviato nel 2015, ha evidenziato che una piccola percentuale degli insegnanti (20 per cento) ha effettuato corsi formativi in materia di alfabetizzazione digitale e che il 24 per cento delle scuole è ancora privo di corsi di programmazione.

La carenza di competenze si manifesta anche come minore utilizzo dei servizi on line, con il rischio per le imprese di non riuscire a sfruttare le risorse digitali quali l'intelligenza artificiale, con conseguente perdita di competitività e produttività rispetto alle altre imprese europee, anche a causa della limitata specializzazione della nostra forza lavoro. Per quanto concerne poi le lauree nelle aree scientifiche (pari al 31,94 per cento) rispetto a quelle in altre discipline, l'Italia registra ancora un forte divario in ambito scientifico rispetto al totale dei laureati. Come evidenziato dalla Commissione europea, l'educazione informatica consente ai giovani di acquisire una solida comprensione del mondo digitale e, l'introduzione di tale materia nelle scuole, potrebbe consentire un incremento delle competenze in materia di risoluzione dei problemi, creatività e collaborazione, incentivando l'interesse per gli studi relativi alle discipline STEM (science, technology, engineering and mathematics) e le future carriere in tale settore. L’emergenza pandemica ha imposto un processo accelerato di digitalizzazione dei servizi pubblici e delle attività economiche e ha reso sempre più urgente la necessità di avviare concretamente un’effettiva svolta digitale. Ciò è necessario affinchè l’Italia concretizzi un’efficace strategia generale di modernizzazione del Paese per ottenere una riqualificazione della forza lavoro, dotata di competenze specialistiche ICT, in linea con quanto descritto dal Report “The Future of Jobs 2018”, pubblicato dal World Economic Forum, per sfruttare le nuove opportunità collegate al settore digitale. L’impegno richiesto all’Esecutivo da parte dei senatori firmatari della mozione è di “continuare a investire nel piano nazionale per la scuola digitale attraverso lo stanziamento di adeguate risorse e l'introduzione di metodologie innovative più efficaci di insegnamento e apprendimento della matematica e del pensiero computazionale e algoritmico nella scuola primaria” e di “potenziare, nell'ambito del piano nazionale per la scuola digitale, percorsi di formazione innovativi, a tutti i livelli, per l'orientamento degli studenti verso le discipline scientifiche”. Tutto ciò non ci permetterà di “andare a giocare su Marte” come Goldrake, ma di incrementare la competitività delle nostre risorse umane e delle nostre imprese.

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