04 maggio 2021

Intelligenza artificiale e arte contemporanea: al MAXXI il “Super Hu.Fo* Voynich”

  • Di Redazione

“Apprendete con attenzione il rimedio spirituale e misterioso mutato in formidabile medicina”. È questo l’incipit della traduzione del codice Voynich? Chissà.

Considerato tra i testi più misteriosi ed esoterici, il manoscritto datato al XV secolo è scritto in una lingua sconosciuta. Persino Alan Turing, padre dell’intelligenza artificiale, provò a tradurlo senza successo. E proprio l’intelligenza artificiale insieme al pensiero di un’artista, è al centro dell’opera “Super Hu.Fo* Voynich, di Mariagrazia Pontorno, presentata nella grande mostra collettiva Re-define the Boundaries, a cura di Daniela Cotimbo, che sarà ospitata dal MAXXI di Roma dal 5 al 30 maggio. L’esposizione indaga il rapporto tra intelligenza artificiale e arte contemporanea attraverso i dieci progetti vincitori della seconda edizione del Re:Humanism Art Prize che con una call for artists internazionale ha raccolto oltre duecento candidature da tutto il mondo.
Nei secoli i tentativi di comprendere il Voynich sono stati tanti, e specie negli ultimi anni è arrivato più volte l’annuncio della soluzione, rilanciato dalla stampa con toni sensazionalistici.

Da questa premessa - il desiderio di tradurre il Voynich a ogni costo, pilotando i risultati con salti inconsapevoli della fantasia - nasce il progetto di Pontorno, che ha tradotto una parte del codice fornendo a un sistema di intelligenza artificiale la soluzione da trovare, quindi falsificando consapevolmente l'esito dell'elaborazione della macchina.
Nel video presentato in mostra, una bambina sembra tradurre con perizia le prime pagine del manoscritto. La bimba, portatrice di quel pensiero magico-irrazionale connesso al lato creativo ma anche all’intuizione, è metafora del raffronto tra il pensiero umano e quello del computer. Il perno centrale del discorso - la differenza tra la qualità delle due intelligenze, quella umana e quella artificiale - viene proposto attraverso un espediente narrativo basato anch'esso sulla costruzione di un falso sapere e sulla manipolazione di codici e di associazioni arbitrarie. Una grande bacheca in mostra custodisce la documentazione del lavoro, permettendo al visitatore di ripercorrere i passaggi dell’opera, dalla traduzione fornita come input alle fasi di addestramento della tecnologia del machine learning

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