18 dicembre 2019

La filosofia e la macro-etica dell’IA

  • Di Mariarosaria Taddeo

Mariarosaria Taddeo è research fellow presso l’Oxford Internet Institute e vicedirettore del Digital Ethics Lab. Insieme a Luciano Floridi, guida il Privacy and Trust Stream del gruppo di ricerca PETRAS sull’Internet of Things. Esperta di etica e filosofia dell’informazione, la sua ricerca si concentra sui temi della cyber-sicurezza, dei cyber-conflitti e dell’etica dei dati. Durante la conferenza di Fondazione Leonardo Civiltà delle Macchine, ha offerto una prospettiva umanistica sulle nuove tecnologie e le opportunità della trasformazione digitale.

L’intelligenza artificiale (IA) è una tecnologia trasformativa: per la prima volta nella storia dell’umanità abbiamo macchine che possono agire autonomamente. Questo non significa che esse siano autonome in senso proprio, significa semplicemente che non c’è un programmatore o una programmatrice che cambia le regole con le quali esse interagiscono con l’ambiente. L’IA non ha nulla a che vedere con la nostra intelligenza, la creatività, le emozioni e le intuizioni.

Quando si parla di IA, l’analisi etica concentra molta attenzione sui dati. In realtà questa tecnologia è molto più complessa: pone dei problemi che riguardano i dati ma anche l’architettura degli algoritmi. C’è la necessità di capire quali sono i limiti della loro autonomia, in che modo garantirne la trasparenza e fare sì che implementino, di per sé, dei valori etici - un concetto riassunto nella cosiddetta ethics-by-design. Non possiamo rispondere a queste domande senza comprendere prima quali sono i problemi etici dei dati. Bisogna però fare i conti anche l’etica delle pratiche, la deontologia: quali sono le responsabilità degli ingegneri, degli avvocati e dei dottori che dovranno utilizzare le capacità analitiche dell’IA per il proprio lavoro? Dobbiamo arrivare a quella che i filosofi chiamano una macro-etica dell’IA, che unisca le tre dimensioni: i dati, gli algoritmi e le pratiche. Il mio invito è ad aprire l’orizzonti, senza farci distrarre dalla science-fiction.

C’è un altro problema che voglio evidenziare, ed è un dilemma che hanno molti eticisti: l’etica non è soltanto la madre severa che ti dice quello che non devi fare, ma anche quella che ti sprona ad andare in palestra, leggere libri e farti degli amici. L’IA apre nuove opportunità trasformative per la società umana. Abbiamo la possibilità e il dovere di capire quali di queste non possono essere mancate. Le generazioni future potrebbero ad esempio chiederci perché, se ne avevamo i mezzi, non abbiamo combattuto il cambiamento climatico o curato gravi malattie. Dire che non l’abbiamo fatto per considerazioni sulla privacy non basterà. Un approccio etico all’IA deve anche indicarci come raccogliere le opportunità dello sviluppo tecnologico. Questo è uno spazio essenziale che i sistemi di governance devono tutelare: permetterci di correre alcuni rischi per favorire il progresso.

C’è una bella frase di Winston Churchill, che ci racconta molto della natura del digitale: we shape our buildings, afterwards our buildings shape us. Noi progettiamo le nuove tecnologie, ma poi queste ridefiniscono la realtà. La parola “digitale” non vuol dire meno reale, vuol dire solamente reale-non-fisico. Si tratta di un'altra dimensione, ingegnerizzata, costruita e interagita in maniera diversa.

La parola “digitale” non vuol dire meno reale, vuol dire solamente reale-non-fisico. Si tratta di un'altra dimensione, ingegnerizzata, costruita e interagita in maniera diversa

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Il Sistema Museale Integrato si presenta quale realtà unica in Italia comprendente musei, archivi storici e altre realtà espositive proprietà di Leonardo, adiacenti ai siti produttivi. Con l’obiettivo di valorizzare e comunicare la memoria storica, industriale e tecnologica, i musei vogliono essere un punto di riferimento culturale per le nuove generazioni e per i territori in cui sono situati.

Promossi da volontari e seniores, per rivolgersi in particolar modo ai giovani, il ‘Sistema Museale’ intende essere uno strumento di conoscenza di quell’evoluzione tecnologica che è parte del presente e soprattutto del nostro futuro. Come un immaginario ponte da attraversare, qui si racconta quel progresso di cui, ancora oggi, Leonardo è protagonista.

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