21 giugno 2019

Fondazione Leonardo a Torino per l'Innovation Day

Luciano Violante: “Superiamo la paura rispetto al nuovo ma non dobbiamo inebriarci”

Le nuove frontiere della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, le connessioni fra capacità percettive, cognitive e logico-computazionali dell’uomo e delle macchine. Questi i temi al centro dell’Innovation Day, Crescendo. Naturalia – Artificialia di Leonardo che si è svolto oggi alle OGR di Torino, al quale ha partecipato Luciano Violante, presidente della Fondazione.

L’evento si è aperto con i saluti di Gianni De Gennaro, presidente di Leonardo e i saluti istituzionali di Chiara Appendino, sindaco di Torino e Andrea Tronzano, assessore al Bilancio della Regione Piemonte. Ha concluso l’Innovation Day Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo.

Nel corso del suo intervento, Luciano Violante ha dichiarato: “L’intelligenza artificiale è la madre delle grandi innovazioni del nostro tempo e sfida il presente in termini radicali. Fino a quando la tecnologia si è limitata a sostituire la fatica fisica, penso ad esempio all’auto o alla gru, il campo prevalente dei conflitti è stato quello degli interessi, i rischi sono apparsi prevedibili, si sono prese le necessarie cautele; non sono emersi dilemmi morali.

I dilemmi morali sono emersi invece con lo sviluppo della IA - ha proseguito Violante - perché questa tecnologia sostituisce la fatica intellettuale e tende in molti campi non a coadiuvare ma a sostituire l’intervento umano in attività di carattere concettuale con una complessità che si autoalimenta. Si pone quindi una domanda: sino a quale punto possiamo affidare vita, relazioni sociali, determinazioni economiche, riconoscimenti o penalizzazioni a una macchina i cui passaggi logici possono esserci ignoti?

Dobbiamo superare la tentazione della paura rispetto al nuovo, ma non dobbiamo inebriarci. Chi si è opposto alla tecnologia è stato sconfitto dalla storia; ma il rispetto per noi stessi e per quelli che verranno dopo di noi ci impone di rifiutare scelte che possano risultare irreversibili e che possano rendere l’uomo stabilmente subalterno rispetto alla macchina.

Leonardo Company, consapevole di questi problemi, che sono anche le nuove autostrade della conoscenza, ha deciso di costituire una Fondazione, quella che ho l’onore di presiedere, per approfondire i temi della modernità con la specificità propria di una grande azienda che produce oggetti frutto di raffinate tecnologie e che perciò produce cultura.

Perciò abbiamo scelto come asse della Fondazione Leonardo l’umanesimo digitale, non la separazione tra uomo e modernità tecnologica, ma l’intreccio; non la rivendicazione di primati, ma la consapevolezza della necessità del cambiamento, dentro di noi prima che fuori di noi. Studiamo il presente e pensiamo al futuro, perché lo consideriamo un luogo ospitale”, ha concluso Violante.

Chi si è opposto alla tecnologia è stato sconfitto dalla storia; ma il rispetto per noi stessi e per quelli che verranno dopo di noi ci impone di rifiutare scelte che possano risultare irreversibili e che possano rendere l’uomo stabilmente subalterno rispetto alla macchina.

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