19 ottobre 2020

La Strategia Italiana per l’intelligenza Artificiale

  • Di Serena Ricci

E' stata posta in consultazione dal 1 al 31 ottobre 2020, la “Strategia Italiana per l’intelligenza artificiale", il documento redatto dal gruppo di esperti incaricati dal Ministero per lo sviluppo economico che intende delineare un piano per consentire all'Italia di massimizzare i benefici e minimizzare i costi derivanti dalla trasformazione digitale e tecnologica, offrendo l’opportunità di inviare osservazioni e proposte all’indirizzo e-mail del Ministero per affinare il documento. La “Strategia” si inserisce nel quadro del Piano Coordinato Europeo per l’Intelligenza Artificiale. Sinergia con l’azione europea, collaborazione internazionale, partenariato pubblico-privato e sostenibilità, costituiscono le linee guida che il Governo seguirà nell’attuazione della Strategia Nazionale. L’impatto dell’IA sulle imprese sarà di enorme rilevanza e dovrà comprenderle tutte dal momento che implica una vera e propria rivoluzione del loro modus operandi consentendo, ad esempio, una migliore gestione della liquidità, l’ottimizzazione dei rischi e una più pronta capacità di cogliere i cambiamenti; una programmazione della manutenzione dei macchinari, senza aspettare malfunzionamenti che bloccherebbero la produzione; nuovi strumenti per la produzione per coadiuvare i progettisti nella fase di realizzazione e di testing e per il risparmio di risorse naturali e di energia.

Per raggiungere tali obbiettivi dobbiamo affrontare i nostri ritardi, rafforzando l’ecosistema della ricerca e la produzione di tecnologie IA, coinvolgendo prioritariamente sette settori:

  1. Industria e manifattura: l'IA potrà permettere al settore manifatturiero di introdurre innovazioni di processo e di prodotto, che consentano al Made in Italy di mantenere e, in alcuni casi, aumentare, la propria competitività internazionale.

  2. Agroalimentare: l'IA può essere sfruttata per ottimizzare la produzione e la distribuzione di cibo evitando sovrapproduzioni e sprechi, garantendo la sicurezza alimentare e favorendo l'agricoltura di precisione.

  3. Cultura e turismo: le tecnologie IA possono giocare un ruolo cruciale per la conservazione e la tutela dei beni culturali e paesaggistici nonché per la loro valorizzazione e il turismo, in stretta sinergia con industrie culturali e creative, produttori, gestori e fruitori di beni culturali.

  4. Salute e benessere: l'emergenza Covid-19 ha reso evidente il contributo che possono fornire le tecnologie digitali nel miglioramento delle misure di sanità, dalla ricerca – nella genomica e nella diagnostica per immagini – allo sviluppo di nuovi farmaci e vaccini, al tracciamento e alla cura delle persone, al supporto alla diagnosi e prognosi.

  5. Ambiente, infrastrutture e reti: l'impiego di soluzioni AI consente risparmi nell'impiego delle risorse naturali, una riduzione delle emissioni inquinanti, potenziando l'economia circolare e garantendo una migliore prevenzione dei disastri naturali.

  6. Città intelligenti: l'IA ha grandi potenzialità per rivoluzionare le metodologie di gestione sostenibile e di innovazione del tessuto urbano scoprendo come le persone utilizzano i diversi servizi cittadini e fornendo previsioni ed analisi utili per ottimizzarne l'offerta e/o la domanda.

  7. Pubblica amministrazione: l'IA permette semplificazioni e ottimizzazioni dei processi burocratici, offrendo servizi migliori a cittadini e imprese e diminuendo i costi a parità di prestazioni; inoltre, con le sue banche dati e strumenti innovativi di acquisto, investimento e regolazione, la Pubblica Amministrazione è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista attivo della rivoluzione IA, abilitando il settore privato, secondo un rapporto trasparente a beneficio della collettività.

Dunque perché non accogliere l’invito del MISE e presentare suggerimenti che contribuiscano alla trasformazione digitale delle nostre imprese nel prossimo futuro? Audentes fortuna iuvat!

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