04 giugno 2021

La via della Seta della Darknet: il caso di Ross Ulbricht

  • Di Andrea Venanzoni

Nella lista delle persone a cui l’ex Presidente Donald Trump ha considerato di concedere la grazia presidenziale, quale ultimo atto del suo mandato, è comparso il nome di Ross Ulbricht. Meno conosciuto di Assange e Snowden, celebri whistleblower divenuti paradigmi della funzione di sorveglianza democratica e di trasparenza dei flussi di informazioni, eppure anche Ulbricht viene considerato a suo modo un eroe, o forse meglio a dirsi un pioniere.

Perché Ross, ventenne geniale con una laurea in ingegneria e un master in fisica alle spalle, ha tutte le caratteristiche del pioniere: sfrontato, curioso, generoso e soprattutto, come recita un adagio americano risalente all’epoca dei pionieri dispersi per sentieri scoscesi e foreste inospitali, con le frecce che gli spuntano dalla schiena.

Studente irrequieto e dai mille stimoli intellettuali, decide di utilizzare le potenzialità della Rete per connettere tra loro estimatori, venditori, acquirenti, in un progetto definito ‘La via della Seta’, fondato nel 2010 e che non ha nulla a che vedere con l’omologo, ma assai più recente, elefantiaco progetto del governo cinese che tante polemiche ha suscitato in Occidente.

Così, sotto lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts, a testimoniare che come già rilevava Carl Schmitt in ‘Terra e mare’ a forgiare l’ordinamento mobile del mare e degli spazi sono pirati e mercanti-avventurieri, mutuato dal romanzo da cui sarebbe stato tratto il celebre film ‘La storia fantastica’, con Cary Elwes nella parte del Pirata, Ulbricht mise in piedi un non-luogo popolato da tutte le migliori e peggiori energie del web oscuro, un eco-sistema complesso, articolato e caotico dentro cui effettuare transazioni di qualunque genere.

Le idee concettuali che muovevano il giovane Ross erano quelle espresse nel romanzo ‘Alongside Night’, di J. Neil Schulman, storia evocativa considerata il primo passo concettuale della corrente anarco-capitalista che va sotto il nome di ‘agorismo’ e che descrive minuziosamente in chiave distopica il collasso degli Stati Uniti sotto il peso delle disfunzioni statali, un collasso accompagnato dalla emersione, in chiave libertaria, del mercato nero.

Al romanzo, Ross accompagnò l’analisi e lo studio dei lavori di Samuel Edward Konkin III, considerato il padre concettuale effettivo dell’ ‘agorismo’ e che in ‘The new Libertarian Manifesto’ spinse alle estreme conseguenze la lezione teoretica di Murray N. Rothbard.

Immagine pubblicata su Silk Road dopo l'arresto di Ross William Ulbricht (Dread Pirate Roberts)

Immagine pubblicata su Silk Road dopo l'arresto di Ross William Ulbricht (Dread Pirate Roberts)

L’agorismo è considerata la corrente più radicale dell’anarco-capitalismo, la forma che de-istituzionalizza nella maniera più completa qualunque idea di partecipazione alla vita politica partitica, a differenza di quanto sosteneva Rothbard: il presupposto concettuale fondante in chiave economica è quello della counter-economics, una economia di mercato che riconosce piena dignità e legittimità anche alle transazioni da mercato nero.

La celebrazione del mercato nero e di Internet come ‘mercato totale’ sono alla base dell’esperimento sociale di Ross, il quale messa in piedi la sua piattaforma ricorrendo al sistema Tor ed edificando un sistema di pagamenti in BitCoin, la moneta digitale de-centralizzata che sfugge dalle istituzioni bancarie centrali e dai protocolli di emissione di moneta, si trovò a gestire un oceano nuovo e immoto solcato da pirati di ogni genere; ben presto questo esperimento eslege di libertà assoluta, assai simile a Libertalia, l’utopia pirata fondata in Africa dal capitano Henry Avery, si popolò di una umanità inquieta e dedita a traffici di ogni genere e grado.

Armamenti, qualunque genere di pornografia, documenti contraffatti e soprattutto droghe, leggere, pesanti, sintetiche, tanto da aver portato Silk Road a venir soprannominata la ‘Amazon della droga’. A dire il vero, Ulbricht non sembra aver mai lasciato intendere di voler divenire un signore del crimine: in maniera ingenua e utopistica, e in piena adesione alle teorie agoriste, ha scritto più volte che la sua unica idea era quella di utilizzare le potenzialità offerte dal digitale come mezzo di liberazione dell’individuo dalle castranti imposizioni e dalla coercizione statale. E infatti su Silk Road avvenivano anche moltissime transazioni del tutto lecite.

Non sono però state dello stesso avviso le autorità americane che non condividendo l’afflato libertario del giovane, lo hanno arrestato e incriminato, nel 2013, con capi di accusa pesantissimi; traffico di armi e di droga, riciclaggio di denaro e soprattutto aver siglato contratti di morte con dei killer per la eliminazione di alcune persone.

In realtà, nonostante queste ultime accuse non abbiano alcun riscontro processuale e nonostante Ross sia stato ideatore e mero fondatore della piattaforma, non prendendo parte alle effettive transazioni le quali giuridicamente ricadevano in capo ai singoli utenti, è stato condannato all’ergastolo, in forza di una sorta di responsabilità oggettiva, ergastolo che ora sta scontando a Tucson, in Arizona.

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