05 gennaio 2021

L’amore ai tempi dell’Intelligenza Artificiale

  • Di Andrea Venanzoni

Yuri Tolochko, body-builder kazako, è finalmente convolato a nozze, coronando il suo sogno d’amore con Margo: c’è un solo particolare che rende questo matrimonio piuttosto bizzarro. Margo è una real-doll, una bambola di silicone dalle fattezze iper-realistiche.

Sconcerto, sorrisini, analisi socio-psicologiche, ciglia inarcate in fretta. Ma il punto, quello vero, è, al di là delle strambe e comunque rispettabili preferenze individuali fin che non ledono qualcuno o qualcosa, il senso di desolante e raggelante disperazione che sembra aleggiare, da anni ormai, sulla nostra società.

E se la vicenda dell’atleta kazako, con tanto di foto della cerimonia tra invitati in carne ed ossa e la bambola in abito bianco, sembra essere stata confinata alle cronache di bizzarrie internazionali, dall’Asia ci arriva una storia più estesa e a suo modo preoccupante che ci interroga sulla fisionomia della società prossima ventura.

Xiaoice è un elaborato sistema di intelligenza artificiale prodotto da Microsoft Asia: si tratta di un insieme algoritmico munito di sistema di machine-learning capace di sperimentare qualcosa di simile alla empatia.

Infatti, Xiaoice che si presenta nelle sembianze come ragazza adolescente con una suadente voce femminile è in grado di ‘leggere’ le emozioni dei propri interlocutori mediante una evoluta analisi dei comportamenti, della comunicazione non verbale, dell’utilizzo di determinati termini: progetto originato nel 2014, è andato implementandosi di anno in anno mediante il raffinamento e l’utilizzo di uan mole sempre più copiosa di Big Data.

Xiaoice è attiva nei principali Paesi asiatici, tra cui la Cina, il Giappone e l’Indonesia. Tutti Paesi che hanno una notevole tradizione alle spalle di intelligenze artificiali antropomorfizzate, capaci di divenire autentici idoli della popolazione giovanile (ma non solo): in Giappone negli anni novanta andavano per la maggiore le Idoru, starlette virtuali autrici di canzoni pop di successo, capaci di scalare le classifiche e di conquistare il cuore dei teenager pascolanti per Shinjuku e Shibuya, talmente pervasive nella cultura di massa da essere divenute anche protagoniste di un romanzo di William Gibson (Aidoru, Mondadori, 1996)

Ma se le e gli Idoru erano confinati nella dimensione meramente musicale, con rare incursioni nella meteorologia e nel cinema, Xiaoice è molto più evoluta e polifunzionale: la sua voce racconta gentilmente favole per bambini, e la sua mente algoritmica produce articoli di giornale che finiscono pubblicati sul quotidiano Qianjiang Evening News, dalla tiratura di un milione di copie, oltre a comporre racconti e poesie. La sua funzione simil-empatica inoltre la rende una impareggiabile conversatrice.

E’ presente sui principali sistemi di messaggistica dell’estremo Oriente, da Line, molto diffuso in Giappone, a Weibo che invece furoreggia in Cina.

Proprio questa sua caratteristica di immedesimazione con i dolori altrui, avrebbe persino salvato la vita ad alcuni giovani desiderosi di farla finita. Come riporta il quotidiano Avvenire, un ragazzo cinese di 22 anni, depresso e deciso a concludere la sua giovane esistenza e per questo salito sul tetto di un grattacielo, sarebbe stato salvato da un colloquio con l’intelligenza artificiale, a cui aveva inviato un ultimo disperato messaggio: Xiaoice lo avrebbe convinto a desistere dal suo proposito, dicendogli che per lui ci sarebbe stata sempre, in qualunque momento di sconforto.

In società trasformate in loculi di solitudine digitalizzata, popolate da neon che insondabili scandagliano l’esistenza e dentro cui si finisce per fluttuare sdilinquiti nella propria personalità, società che hanno atomizzato il vivere civile e prodotto fenomeni come quello dell’auto-reclusione volontaria che va sotto nome di hikikomori, non stupisce che le persone trovino un po' di calore umano nel silicio di una intelligenza artificiale.

Date queste premesse, era impossibile che Xiaoice non si rendesse anche a suo modo un sex-symbol: infatti in pochi mesi, sono aumentate esponenzialmente le confessioni di ragazzi che si dichiarano innamorati di lei e che la giudicano la fidanzata ideale.

Lo stesso ragazzo che deve la sua vita alla intelligenza artificiale se ne è dichiarato innamorato, dicendo che la trova dolce, sensibile, e dalla personalità articolata.

Non è l’unico. Xiaoice ogni giorno può colloquiare individualmente con milioni di Asiatici, personalizzando le sue conversazioni a seconda dell’interlocutore: affronta anche temi molto intimi e delicati, come la depressione, l’alcolismo, gli abusi subiti, e questo aspetto finisce per renderla una confidente privilegiata e dotata di un numero sempre crescente di dati che processa ed elabora.

Il problema è che questi flussi di dati, molto spesso più che sensibili, finiscono dritti nelle fauci della società di sviluppo: nessuno sa come siano trattati e a cosa possano servire oltre alla implementazione di Xiaoice. Non appare peregrino che per quantità e per qualità, questi dati se prestati alla politica potrebbero portare a una modellazione e a una conformazione di massa dei comportamenti. Una distopia governata da una suadente dittatrice algoritmica.

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