26 giugno 2020

L’etica in prima linea nei nuovi criteri per un buon triage in emergenza pandemica da covid-19

  • Di Marco Pandolfi

La Fondazione Leonardo - CdM contribuisce ad una proposta internazionale coordinata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e pubblicata su Frontiers

Durante l’emergenza COVID-19 i centri di cura che si sono attivati hanno dovuto affrontare non soltanto problemi di diagnosi e terapia ma anche problemi sensibili dal punto divista etico come, ad esempio, il Triage dei pazienti. L’afflusso massivo di persone malate di COVID con grave insufficienza respiratoria ha messo a dura prova i reparti di terapia intensiva, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità dei sistemi di assistenza respiratoria, indispensabili in quei momenti per mantenere in vita tali pazienti. Il Servizio di Bioetica clinica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico ha voluto prendere posizione a riguardo dei criteri etici per l’ammissione ed il management di questi pazienti. Lo ha fatto promuovendo un dibattito in cui ha coinvolto un numero considerevole di interlocutori, sia a livello accademico (McGill University - CA; St Mary University - UK; Strathmore University - KE; Università Cattolica - IT; Panamericana University -MX; Yale University - USA; Virginia Commonwealth University - USA; Pittsburgh University - USA; Catalunya Int University - ES; Cardenal Herrera University- ES; Karolinska Institutet- SE; Valladolid University - ES; Università dell’Insubria - IT; Pontificia Universidad Católica - ARG ; Università di Camerino - IT) che di Enti Pubblici, Istituti, Centri di assistenza sanitaria e Fondazioni come l’Istituto Superiore di Sanità, l’INAIL, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, l’Ospedale Universitario di Strasburgo (FR) e la Fondazione Leonardo Civiltà delle Macchine. Tale compagine ha consentito di realizzare uno studio multidisciplinare, interculturale e internazionale, pubblicato in data 16 giugno 2020 su Frontiers in Public Health, nella sezione dedicata alla sorveglianza, al trattamento e alla prevenzione delle malattie infettive.

Lo studio ha definito cinque criteri per il Triage dei pazienti, tra loro coerenti, che possono costituire il punto di partenza per ulteriori filoni di ricerca con l’intento di sviluppare una sempre migliore pratica clinica, anche durante eventuali situazioni emergenziali future non legate al COVID-19.

Tali criteri si basano su tre punti che sono stati acquisiti come riferimenti preliminari dello studio

Il primo punto è la necessità di considerare il bene individuale del paziente all’interno del bene comune. S’intende come bene comune non soltanto il bene di ogni singola persona ma anche il bene “globale” di ogni persona, che include la relativa dimensione sociale umana e spirituale. Il bene comune viene così valorizzato all’interno del concetto di Global Health, allontanandosi pertanto dai diritti intesi in modo individualistico: si vince insieme.

Il secondo punto è che nessuno dovrà essere abbandonato o discriminato per qualunque ragione. Questo concetto risuona con forza nella recente dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres (https://www.who.int/news-room/feature-stories/detail/leaders-speak-out-older-people-covid-19).

Il terzo ed ultimo punto può essere particolarmente stimolante per un ripensamento della tradizionale organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, e di quelli internazionali, nella gestione delle emergenze sanitarie, come già sta avvenendo, ad esempio, tramite le diverse forme di CROSS recentemente attivate in Italia (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioVideoNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=multimedia&p=video&id=2057) sia a livello di degenze che a livello di diagnosi precoce e di riabilitazione.

Questo studio a guida dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con la collaborazione della nostra Fondazione e di numerose altre realtà internazionali, ha prodotto una proposta concreta per indirizzare una delle problematiche più rilevanti di cui si è avuto esperienza nei momenti più duri della pandemia da COVID-19; esso sarà ulteriormente sviluppato nel prossimo futuro, tramite un nuovo studio relativo al Global Health basato sulla “Etica del lavoro ben fatto”.

I restanti criteri operativi definiti dallo studio sono i seguenti:

- Ove possibile, dovrebbe essere fornita un'adeguata assistenza a chiunque necessiti di cure mediche. In situazioni critiche, i criteri per determinare la priorità sono l'urgenza e la gravità della situazione clinica. Occorre inoltre tenere conto dell'efficacia e della proporzionalità dell'intervento medico, con l'obiettivo di ottenere il massimo beneficio possibile per il maggior numero di pazienti.

- Il Triage deve essere effettuato caso per caso, con riferimento non solo alle condizioni cliniche del paziente, ma anche alla disponibilità di risorse dell’ospedale. Devono essere prese in considerazione anche le possibili iniziative di trasferimento ad altre Unità di Terapia Intensiva nazionali o estere con maggiori e migliori risorse. Il Triage non deve procedere secondo un approccio standardizzato in cui l'unico criterio decisionale è l'età.

- I trattamenti inappropriati non sono accettabili.

- Se necessario, devono essere garantite forme adeguate di cure palliative e spirituali”

Journal Reference e Link:

Tambone, V., et al. (2020). Ethical Criteria for the Admission and Management of Patients in the ICU Under Conditions of Limited Medical Resources: A Shared International Proposal in View of the COVID-19 Pandemic. Frontiers in Public Health. 16 June 2020.

https://doi.org/10.3389/fpubh.2020.00284

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpubh.2020.00284/full

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