16 ottobre 2020

L’inattesa popolarità dei quanti

  • Di Lorenzo Garbarino Necci

Cosa penserebbero Albert Einstein o Niels Bohr nel vedere i libri di Carlo Rovelli che scalano le classifiche, insieme a gialli e romanzi rosa? Probabilmente, resterebbero colpiti come lo furono nel formulare la teoria della relatività o la meccanica quantistica. In effetti, la fisica è una scienza che esiste dai tempi dell’antica Grecia, con radici in civiltà addirittura precedenti. Nei millenni ha visto scardinare le più solide teorie e si è costantemente ricreata dalle sue ceneri. Sembrava che nulla di ciò che la riguarda potesse più stupire. Eppure, dopo aver toccato le stelle più distanti e le particelle più minuscole, non si era ancora posata sugli scaffali dei bestseller. Era rimasta in disparte, negli angoli nascosti delle librerie dove solo gli intenditori andavano a cercarla. La fisica, tuttavia, non ha mai cessato di meravigliare. Negli ultimi anni, i testi di grandi studiosi come Stephen Hawking e appunto Rovelli sono stati lanciati sul mercato commerciale, non soltanto in quello scientifico. Perché ci sono voluti dei secoli?

La risposta più semplice è che i fisici hanno iniziato a cercare “formule” più adatte al grande pubblico. I libri di Hawking o Rovelli non hanno le dimensioni mastodontiche dei classici di fisica teorica, né tantomeno il loro linguaggio tecnico e monotono. Evitano le chilometriche formule e i diagrammi incomprensibili che caratterizzano i testi scientifici. Se cambia la presentazione, però, l’argomento di fondo rimane incredibilmente complesso. Il geniale Richard Feynman diceva: “Credo di poter dire con sicurezza che nessuno... comprende la meccanica quantistica.” E allora cosa spinge le persone verso questo “incomprensibile” viaggio di scoperta?

Richard Feynman, fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica

Richard Feynman, fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica

Forse la risposta è proprio lì, nell’incomprensione. Tutta la fisica prima della meccanica quantistica - detta classica - era una scienza esatta, fatta di misurazioni precise e inconfutabili. Restava sconosciuta ai più, ed era appannaggio di preparatissimi studiosi. Soprattutto, la fisica classica soddisfaceva bisogni concreti, ingegneristici. Invece, la fisica quantistica è la scienza dell’incertezza. Per comprenderlo, è sufficiente ricordare che - come spiega Werner Heisenberg – non si può determinare la posizione e l’energia di una particella allo stesso tempo. Proprio questa incertezza, che continua a stupire i fisici dal secolo scorso, è diventata l’elemento di attrazione per il grande pubblico. Quasi non serve essere scienziati per conoscere la fisica quantistica, dato che nemmeno uno scienziato la può conoscere veramente. Questa incapacità di comprensione attribuisce alla “fisica dei quanti” un significato maggiore di qualunque altro campo scientifico; non è una misurazione di velocità, temperatura o distanza, ma una misurazione di noi stessi. La meccanica quantistica ci ricorda che c’è un limite a ciò che possiamo conoscere, e quindi, è giusto che la conoscano tutti.

Lorenzo Garbarino Necci

Lorenzo Garbarino Necci

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