02 ottobre 2019

Londra-Sidney in 4 ore. Tra sogno e realtà?

  • Di Federico D'Anna

Conversazione con Maurizio Cheli, secondo italiano ad andare nello spazio, pilota collaudatore e oggi imprenditore.

Si chiama Sabre (Synergistic Air-Breathing Rocket Engine), il propulsore alimentato ad idrogeno, che raggiungendo i 6.500 chilometri l’ora, potrebbe farci arrivare dall’altra parte del mondo in tempi che solo pochi anni fa sembravano impensabili.

“Imprese di questo tipo al giorno d’oggi sono tecnicamente plausibili” ci spiega Maurizio Cheli, astronauta, pioniere e leggenda per il mondo dell’aeronautica italiana e dell’aerospazio, “arrivare da Londra a Sidney in 4 ore, con un volo sub-orbitale è un’idea attraente e al tempo stesso perfetta sintesi tra aeronautica e spazio”.

Non è dunque un miraggio. La prova arriva anche dall’investimento milionario che Esa e Uksa (rispettivamente l’Agenzia spaziale europea e del Regno Unito) hanno fatto sul progetto della britannica Reaction Engines, l’azienda che sta testando il motore per i voli ipersonici.

“Unico freno per l’utilizzo in campo civile può essere dettato dalla sua sostenibilità economica”, prosegue Cheli ricordando l’esperienza del Concorde, ritirato dal mercato anche per i suoi elevati costi di gestione “bisogna vedere come si relazionerà con il costo di un airbus 380 che ad oggi carica 500 persone”.

Dalla terra allo spazio. A margine della chiacchierata abbiamo parlato dei prossimi grandi obiettivi dell’esplorazione spaziale: “Marte è ancora un’impresa piuttosto complessa, in un mondo real-time come il nostro per missioni simili è richiesto l’andare oltre; bisogna mettere a punto tecnologie che siano sicure e che siano in grado di essere autonome, per esempio ripararsi grazie all’intelligenza artificiale con algoritmi di auto-diagnosi e riprogrammazione.

E per l’immediato futuro auspica piuttosto un ritorno dell’uomo sul nostro satellite naturale. “Condivido l’idea di ritornare sulla luna. Vorrebbe dire mettere a punto nuove procedure, tecnologie, materiali e sistemi che ci permetterebbero di sopravvivere nello spazio e favorire il nostro balzo verso il pianeta rosso”.

Arrivare da Londra a Sidney in 4 ore, con un volo sub-orbitale è un’idea attraente e al tempo stesso perfetta sintesi tra aeronautica e spazio.

Maurizio Cheli nasce a Modena, il 4 maggio 1959. Nel 1978 entra all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli dove consegue la Laurea in Scienze Aeronautiche. Nel 1983 ottiene l’incarico di pilota operativo da ricognizione sul celebre F-104G e nel 1988 si classifica primo del corso all’Empire Test Pilot’s School di Boscombe Down, nel Regno Unito, diventando così pilota collaudatore sperimentatore di velivoli ad alte prestazioni.  Nel 1996 a bordo dello Space Shuttle Columbia partecipa alla missione STS-75 Tethered Satellite in cui ricopre, primo italiano, il ruolo di Mission Specialist. Nello stesso anno viene assunto da Alenia Aeronautica e ottiene l’incarico di Capo Pilota Collaudatore per velivoli da difesa. E’ stato responsabile dello sviluppo operativo del caccia europeo Eurofighter Typhoon.  Nel 2005 fonda CFM Air, una start up che si occupa della progettazione di velivoli leggeri avanzati e l’anno seguente DigiSky che sviluppa elettronica di bordo per velivoli sportivi.  Maurizio Cheli ha conseguito una Laurea in Ingegneria Aerospaziale all’Università di Houston, USA nel 1994, una Laurea in Scienze Politiche all’Università di Torino nel 2004 e un Master in Business Administration (MBA) all’ESCP Europe di Parigi nel 2007.

Maurizio Cheli nasce a Modena, il 4 maggio 1959. Nel 1978 entra all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli dove consegue la Laurea in Scienze Aeronautiche. Nel 1983 ottiene l’incarico di pilota operativo da ricognizione sul celebre F-104G e nel 1988 si classifica primo del corso all’Empire Test Pilot’s School di Boscombe Down, nel Regno Unito, diventando così pilota collaudatore sperimentatore di velivoli ad alte prestazioni. Nel 1996 a bordo dello Space Shuttle Columbia partecipa alla missione STS-75 Tethered Satellite in cui ricopre, primo italiano, il ruolo di Mission Specialist. Nello stesso anno viene assunto da Alenia Aeronautica e ottiene l’incarico di Capo Pilota Collaudatore per velivoli da difesa. E’ stato responsabile dello sviluppo operativo del caccia europeo Eurofighter Typhoon. Nel 2005 fonda CFM Air, una start up che si occupa della progettazione di velivoli leggeri avanzati e l’anno seguente DigiSky che sviluppa elettronica di bordo per velivoli sportivi. Maurizio Cheli ha conseguito una Laurea in Ingegneria Aerospaziale all’Università di Houston, USA nel 1994, una Laurea in Scienze Politiche all’Università di Torino nel 2004 e un Master in Business Administration (MBA) all’ESCP Europe di Parigi nel 2007.

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