09 ottobre 2019

Minima Materialia, memorie della modernità. La Vespa 50

    A cura di

  • Mariella Giammarini

Il ronzio del suo motore ricordava quello di una vespa, da qui il nome che ha fatto la fortuna della due ruote della Piaggio brevettata nel 1946.

Vespa 50 è il mezzo di trasporto che percorre agile le vie cittadine non ancora paralizzate dal traffico e trasmette a chi la guida e a chi la guarda senso di libertà, il piacere di andare. Pensata per un solo passeggero, il suo sellino si allunga per ospitarne due e allora la corsa in vespa può anche offrire una chance per il corteggiamento. Se la più pesante le meno aggraziata lambretta trasportava in economia l’intera famiglia verso le gite domenicali, la Vespa è più esclusiva, elegante, affina la sua linea morbida negli anni e si arricchisce di piccoli ed esclusivi dettagli. Ma la sua stagione d’oro è quella in cui, nell’Italia che canta “Volare”, i giovani sognano le due ruote; i padri se le concedono nel tempo libero e negli spostamenti brevi, mentre una pubblicità dall’occhio lungo pensa al target femminile: ragazze dinamiche, non più sedute allacciate al guidatore, ma ormai guidatrici autonome. Un mezzo che sarebbe piaciuto ai futuristi, magari più vicino alla grazia di un Depero che alla aggressiva vitalità di Marinetti, e comunque lanciato sull' onda ottimista di una stagione breve.

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