09 marzo 2020

Pesaro, cronaca dalla zona rossa

  • Di Oriano Giovanelli

Domenica 8 marzo. Non si parla d'altro. Di mimose in giro se ne vedono davvero poche cosicché non è certo la giornata internazionale della donna ad animare le chiacchiere della mattina.

La Zona rossa è arrivata con il nero della notte. Il sindaco si è molto arrabbiato per questo e lo ha detto in una conferenza stampa tenuta sotto il porticato del palazzo comunale, per tenere le distanze, dopo una Giunta straordinaria in sala, rossa pure quella, con le sedie messe a semi cerchio ad un metro abbondante l'una dall'altra. C'è della teatralità propria della politica di questi tempi in molti gesti e azioni delle istituzioni e questo fa danni, altroché il virus. Ma anche Lui non scherza, qui ci va giù pesante 1 tampone su 4 è positivo e il trend non accenna a scendere, anzi. Ma la domenica è troppo azzurra per chiudersi in casa. Un salto al supermercato che non si sa mai. Di gente ce ne ma niente ressa e soprattutto tutti molto guardinghi fiutano il pericolo. Poi la passeggiata al porto e sul lungo mare. Ed ecco qui che ritrovi la città come se nulla fosse.

Il marciapiede di Viale Trieste pieno di gente che passeggia. Come sempre da anni a questa parte tanti cani fra i piedi che hanno sostituito i bambini. Di questo virus non si parla mai abbastanza. Un bel gruppo di persone assiepato davanti alla gelateria. E poi le macchine lungo il viale a passo d'uomo. Una fila ininterrotta.

I pesaresi un tempo guidavano lungo il viale del passeggio col finestrino abbassato e il gomito fuori, ma oggi le auto hanno l'aria condizionata e non si usa più quel gesto coatto che faceva tanto riviera. Insomma scene di una comune domenica mattina di inizio primavera, con la gente stanca dell'inverno che già pregusta spiaggia, ombrelloni, beach volley. L'aria tesa e bella fresca tendente al freddo sconsiglia pensieri più arditi e l'acqua un pò agitata ti guarda a mo’ di sfida.

Mi fermo alla Gastronomia del Porto. Ma voi stasera chiudete alle 18? I titolari non hanno idea di cosa dica il decreto che tanto sta facendo discutere in tv da molto prima della sua emanazione. Per fortuna esiste ancora un mondo per cui centrale è la vita e il lavoro quello vero e non la vita in tv o sui social. Lo leggiamo insieme e alla fine interpretiamo concordemente che una gastronomia non è un ristorante e non è neppure un bar così ai sensi dell'art. 1 lettera O del DPCM 2020 8 03 può rimanere aperta anche dopo le ore 18 purché agli avventori sia garantita una condizione di sicurezza. Le norme sono importanti ma è l'interpretazione che fa l'italica differenza. L'ottima pizza da asporto della sera della prima domenica in zona rossa è salva.

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