11 marzo 2020

Quante cose dicono le mani

  • Di Oriano Giovanelli

Il coronavirus ci sta dicendo tante cose sulla politica, sulle priorità del nostro vivere civile, sulle scelte sociali fondamentali, sul lavoro, sulla burocrazia. Ma ce n’è una che mi sta colpendo particolarmente, ci sta dicendo quanto sono importanti le nostre mani.

Sono talmente connesse ad ogni cosa che facciamo e che diciamo gesticolando che le diamo per scontate. Certo sappiamo cosa può voler dire una mutilazione ma averle ed essere limitati nel poterle usare è davvero difficilmente sopportabile, frustrante , spiazzante, limitante. Forse alla fine di tutto questo ci ricorderemo per sempre di come si lavano, di come vanno periodicamente disinfettate e quante malattie portano se non vengono curate. Questo loro aspetto, il loro essere pericoloso ricordo di averlo capito da una chiacchierata con un mio amico direttore della azienda ospedaliera di Pesaro. Le mani non lavate a regola d’arte sono la fonte primaria delle infezioni ospedaliere, mi disse, quelle che se entri sostanzialmente sano in ospedale ne puoi uscire con i piedi in avanti. Ma è il loro linguaggio affettivo e sentimentale che maggiormente oggi dobbiamo negarci ed è una cosa pensante. Non siamo tutti “tocconi” allo stesso modo lo so. Ma come si fa ad Incontrare delle persone e non dimostrare il piacere di vederle e sentirle senza poter stringere loro la mano. Quando vado a trovare i miei genitori novantenni per me è essenziale abbracciarli. Penso al sacrificio dei nonni di non poter abbracciare i nipoti, di essere incerti se prenderli per mano. Insomma le mani non fanno rima con amore e cuore ma senza mani amore e cuore non riescono a parlare il linguaggio che vorrebbero. E non sono affatto grossolane o approssimative nel loro linguaggio le mani.

Fate mente locale a cosa trasmettete con un saluto affettuoso e uno formale. Fate mente locale a quella volta che la ragazza che vi piaceva e a cui non avevate ancora osato dimostrarglielo accolse per la prima volta un vostro abbraccio che vi trasmettè il coraggio nel farvi avanti. E quante volte avete letto nelle mani la fatica di una persona o aperto le mani in segno di speranza o di libertà. Quante cose dicono le mani. Allora ho deciso di far un omaggio alle mani, alla faccia di questo virus che vorrebbe farci temere le loro azioni. Lo faccio con una mia top ten. E si perché le mani sono nelle canzoni, eccome se ci sono. Parlano di speranza, di lavoro, di sesso, di fuga dalla realtà, di sentimenti belli e grandi come un abbraccio. Magari queste mie dieci a molti non diranno nulla e se qualcuno ne ha di migliori da proporre sarà una gioia.

Buon ascolto

Iva Zanicchi - Zingara

New Trolls - Una miniera

Zucchero - Con le mani

Patty Pravo - Le tue mani su di me

Lucio Battisti - Fiori rosa, fiori di pesco

Francesco De Gregori - La donna cannone

Lucio Dalla - Anna e Marco

Fabrizio De Andrè - Via del Campo

Francesco Guccini - Il vecchio e il bambino

Sergio Endrigo - Girotondo intorno al mondo

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Il Sistema Museale Integrato si presenta quale realtà unica in Italia comprendente musei, archivi storici e altre realtà espositive proprietà di Leonardo, adiacenti ai siti produttivi. Con l’obiettivo di valorizzare e comunicare la memoria storica, industriale e tecnologica, i musei vogliono essere un punto di riferimento culturale per le nuove generazioni e per i territori in cui sono situati.

Promossi da volontari e seniores, per rivolgersi in particolar modo ai giovani, il ‘Sistema Museale’ intende essere uno strumento di conoscenza di quell’evoluzione tecnologica che è parte del presente e soprattutto del nostro futuro. Come un immaginario ponte da attraversare, qui si racconta quel progresso di cui, ancora oggi, Leonardo è protagonista.

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