16 aprile 2020

Somma zero in un mondo a somma zero. È il famoso scacco matto nel Great Game?

  • Di Alejandro Cifuentes

Recensione del saggio di Alessandro Aresu – Le potenze del capitalismo politico; Stati Uniti e Cina.

Il capitalismo dispone “un gioco a somma zero in un mondo a somma zero.” E il mondo visto alla luce del saggio di Alessandro Aresu – Le potenze del capitalismo politico; Stati Uniti e Cina, edizioni La Nave di Teseo – non ammette imbellettamenti ideologici, e neppure simulacri di stanca sociologia. Tutto, infatti, è inverato nella realtà del presente.

I contendenti, nella scena internazionale, sono oggi l’Occidente nella sua fortezza statunitense e il Celeste Impero nella trasfigurazione paradossale del capitalismo comunista.

The Great game sposta il baricentro della politica dall’economia alla burocrazia o, più specificatamente all’amministrazione della difesa delle rispettive sovranità. Fa ancora testo il monito di Adam Smith – “La sicurezza è più importante della ricchezza” – e ogni conflitto s’incardina nello Stato, si articola tra le maglie della burocrazia vanificando l’illusione dell’interdipendenza pacifica.

La forza del capitalismo Usa si dispiega dal Pentagono, asse strategico della sicurezza da cui deriva l’innovazione tecnico-scientifica, il motore principale della vita sociale e della stessa sopravvivenza politica.

Pechino persegue la dissoluzione dell’individuo – o, la perfetta coincidenza – nel Bene dello Stato. L’Impero Celeste, infatti, mira alla fusione tra capitalismo e burocrazia.

La coscienza d’America si specchia nell’innovazione come “frutto della provvidenza” del mercato. Al vertice della macchina statale della Repubblica Popolare, più che un’astrazione, c’è invece l’eroe-guida, il filosofo-re che riflette “i desideri del popolo cinese.”

Quanto più la Cina riesce a guadagnare il primato nella sfida della banca dati, tanto più il gioco a somma zero ridisegna un mondo senza più confini tra “la vita online e la vita offline”.

La potenza non è neutrale. Il mandarinato, per ragioni culturali e organizzative, adopera una totale pervasività al proprio interno mentre il conflitto esterno – alla luce del geo-diritto – non potrà assumere i codici di una guerra tradizionale. Africa ed Europa, spettatori più o meno passivi, saranno il terreno di gioco di questo risiko tecnologico. Oltre all’analisi spaziale, Aresu – allievo di Massimo Cacciari – inquadra la propria indagine in una dimensione temporale.

Alessandro Aresu

Alessandro Aresu

La sentenza suona tre gong: l’Europa è il passato, gli Stati Uniti detengono un’egemonia di passaggio e la Cina, probabilmente, detiene la carte del futuro.

L’avvenire ha comunque le sue incognite. Pechino potrebbe essere più debole di quel che appare, l’egemonia statunitense potrebbe rivelarsi ancor più resiliente e lo Stato Sociale, comunque, è una risorsa. In un’economia emergente lo Stato Sociale, infatti, aiuta la domanda interna. In un’economia emersa, invece, lo Stato Sociale s’impegna nella dinamica demografica, nella disoccupazione, nell’automazione e fronteggia la decadenza della classe media.

La Cina ha realizzato il ciclo d’investimenti più massiccio nella storia dell’umanità ma con le grandi opere pubbliche che però, man mano che si realizzano, esauriscono il proprio moltiplicatore economico.

Come per la fisica, un sistema che contiene molte differenze interne è più carico di potenziale e dunque più propenso al cambiamento e allo sviluppo ma il futuro – e il saggio di Aresu aiuta nella comprensione del gioco del mondo – procede per paradossi: l’incredibile crescita cinese è stata resa possibile dall’egemonia statunitense.

Nel 1977 l’International Emergency Economic Power Act concede alla Casa Bianca il potere (discrezionale) di congelare le attività estere sotto il controllo degli Usa qualora si palesasse un rischio per la sicurezza nazionale, ovvero per la politica estera o per l’economia. Se non ci fosse la morsa della possibile rovina reciproca nessuno – né gli Usa né gli altri attori – investirebbe l’equivalente di un trilione di dollari d’impianti in Cina, in un conclamato regime totalitario. Ma è nell’interesse della Cina che gli Stati Uniti siano forti. Lo scrive Giorgio Arfaras in La Cina è una tigre di carta “perché così inurbano i contadini evitando le favelas. Gli Stati Uniti comprano beni dai cinesi a cui vendono attività finanziarie, come i titoli del proprio tesoro. I cinesi fanno quello che sanno fare meglio (produrre beni fisici), mentre gli statunitensi fanno quello che sanno fare meglio (produrre dei beni finanziari, governando il mondo).”

Il saggio di Aresu aiuta nella comprensione del gioco globale: somma zero in un mondo a somma zero. È il famoso scacco matto nel Great Game?

Condividi sui Social

Ultimo numero Civilità della Macchine

La Rivista - Civiltà delle Macchine

Maggio 2020

Quali saranno le conseguenze economiche, politiche e sociali della pandemia? È questo il focus del nuovo numero della rivista che vede gli interventi, tra gli altri, di Chiara Saraceno, Michele Fusco,Emanuele Felice e Francesco Grilllo. In apertura, inoltre, l’intervista al premio Nobel della fisica 2019 Didier Queloz.

Sistema Museale

Il Sistema Museale Integrato si presenta quale realtà unica in Italia comprendente musei, archivi storici e altre realtà espositive proprietà di Leonardo, adiacenti ai siti produttivi. Con l’obiettivo di valorizzare e comunicare la memoria storica, industriale e tecnologica, i musei vogliono essere un punto di riferimento culturale per le nuove generazioni e per i territori in cui sono situati.

Promossi da volontari e seniores, per rivolgersi in particolar modo ai giovani, il ‘Sistema Museale’ intende essere uno strumento di conoscenza di quell’evoluzione tecnologica che è parte del presente e soprattutto del nostro futuro. Come un immaginario ponte da attraversare, qui si racconta quel progresso di cui, ancora oggi, Leonardo è protagonista.

Leggi Tutto
Copyright © 2019 Leonardo S.p.A. Privacy & Cookie Policy