30 giugno 2020

Spazio, cultura, filosofia e impresa al Festival delle Scienze National Geographic

  • Di Amelia Cartia

Intervista a Vittorio Bo, presidente della manifestazione.

Una quindicesima edizione anomala per il Festival delle Scienze National Geographic, di cui Leonardo - Civiltà delle Macchine è partner per il settore educational. Annullati gli appuntamenti dal vivo previsti all’Auditorium Parco della Musica dal 30 marzo al 5 aprile per ovvie ragioni, la programmazione live è stata ripensata per novembre. Fino ad allora, gli appuntamenti si spostano online. L’inaugurazione, domenica 21 giugno, è stata affidata all’evento “Solstizio di scienza”, una maratona lunga sei ore che ha visto alternarsi sui canali social del Festival 50 relatori tra scienziati, artisti, astronauti giornalisti, studiosi: da Amalia Ercoli Finzi a Luca Parmitano, da Vinicio Capossela a Ferruccio De Bortoli, da Sergio Givone a Maria Rosaria Capobianchi. A guidare gli interventi il presidente del festival Vittorio Bo, che con la sua Codice Edizioni mescola scienza ed editoria.

"L’emergenza - spiega - ci ha costretti a ripensare l’edizione non solo posticipando l’evento, ma anche riprogrammando le modalità di svolgimento secondo le norme di sicurezza, mantenendo una dimensione sia digitale che fisica. Abbiamo messo online un portale dedicato al Festival delle scienze anche per mantenere il festival sempre vivo, con una serie di eventi e di attività continuative. Sempre più spesso i nostri frequentatori, insegnanti e genitori soprattutto, ci chiedevano di poter rivedere gli interventi: anche per questo una delle attività che intraprenderemo sarà proprio quella dei laboratori di ricerca. Abbiamo poi in programma presentazioni di libri a carattere scientifico, e pillole di scienza suddivise in sette cluster: una library ampia di scienze e arti. La prossima conversazione prevista sarà tra il direttore di National Geographic e il ministro dell’Università e della Ricerca Manfredi. Proprio nel settore dell’istruzione ci auguriamo che il festival possa essere di supporto alle scuole, quando riapriranno, con i contenuti educational."

Vittorio Bo

Vittorio Bo

Perché per il primo appuntamento di una serie che durerà fino alla fine di novembre avete scelto il primo giorno d’estate?
L’estate rappresenta un momento di libertà e cambiamento: dopo un periodo così costretto e difficile abbiamo pensato che avesse ancor più valore simbolico questa forma di proiezione dopo la distanza. Il primo appuntamento è andato molto bene: coincideva anche con il lancio del sito e del canale Facebook e ha contato più di 15.000 contatti. La digitalizzazione degli incontri rimarrà: renderemo i contenuti live compatibili con l’erogazione in streaming, questo anche per il problema dei numeri agli eventi in presenza.

Tra i 50 esperti intervistati nel primo appuntamento abbiamo visto scienziati filosofi, artisti e astronauti. Qual è il filo che lega tutti?
Il filo sta nel desiderio di mettersi a disposizione perché questo periodo sia utile e ci porti a riconoscere la qualità del merito, mettere a confronto diverse voci ed esperienze tutte capaci di cogliere il desiderio di riscoprire il senso di comunità e solidarietà fattiva. Siamo ancora indietro, con gli investimenti, sul fronte di ricerca e informazione. Ma dal dibattito nascono idee concrete e interessanti: durante il solstizio di scienza, per esempio, il giornalista Ferruccio De Bortoli ha proposto una sorta di “adozione” degli studenti da parte di chi può sostenere gli studi.

Spazio, cultura, filosofia e impresa: molti dei vostri temi sono cari a Leonardo.
Nel corso del primo incontro l’astronauta Savaglio ha detto che si sente più a casa nell’universo che sulla Terra, mentre il filosofo Sergio Givone ha affrontato la massima kantiana “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”. Quello che dovremmo fare è proprio questo: raccordare i due aspetti della cultura. Io sono un “ansaldino” di lunga data, e sono sempre stato affascinato dalla dimensione umana e sociale. Informazione e conoscenza sono propedeutiche allo sviluppo, anche produttivo: più so, e più ho la possibilità di fare.

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