11 maggio 2020

Sull’onda (grafica) dell’epidemia

  • Di Mario Fois

C’è un Data Scientist che da quando è iniziata la pandemia, isolato nel suo appartamento di Brescia, nell’epicentro del Covid-19 italiano, analizza ogni giorno i numeri che giungono da tutte le parti del mondo.

Da due mesi attraverso i suoi lunghi video pubblicati sui social racconta, e soprattutto spiega, come vanno realmente interpretati i dati e descritte le curve dei grafici che ogni sera osserviamo con preoccupazione.

Paolo ‘Zanzo’ Zanzottera con tono sommesso, a tratti commosso ma sempre lucido nell’analisi, prova a prevedere il nostro immediato futuro aggrappandosi alle sue proiezioni e alla speranza che tutti condividano comportamenti adatti alla situazione e soprattutto informati dal buon senso.

Con l’aria insonne, la barba incolta e i capelli scarmigliati di chi ha sofferto per le notizie drammatiche che continuavano ad arrivare nella sua Brescia, dalla sua regione e da tutta Italia, ha analizzato i grafici delle epidemie ‘storiche’, la Spagnola, la Zika, l’Ebola, la Sars, spiegandoci che «per capire un’epidemia bisogna capire che tutte le epidemie si sviluppano formando un’onda a livello grafico», un’onda dei contagi giornalieri per cui se R0 è superiore a 1 dobbiamo essere preoccupati di esserne travolti, se invece è minore possiamo sperare di tornare presto o tardi alla nostra vita di sempre.

In questi mesi è stato uno dei pochi che, con pazienza e senza presunzione, ha tentato di spiegare perché la curva dei contagi deve diventare ‘asintota’, cioè piatta, tentando di leggere e interpretare i dati che ogni giorno quasi ci sommergono e talvolta confondono, alla luce della ‘deviazione temporale’, formula statistica dal vago sapore esoterico.

«Speriamo, incrociamo le dita» recita Paolo se i dati del giorno sono stati positivi e fanno intravedere una speranza, «oggi non è stata una buona giornata» quando invece le tabelle non sono quelle che si sarebbe aspettato di vedere.

Nelle ultime settimane con i suoi colleghi Felice Iavernaro (docente di Analisi numerica, Facoltà di matematica dell’Università di Bari), Luigi Brugnano (professore di Analisi numerica, Facoltà di matematica dell’Università di Firenze), ha creato il modello previsionale mrSIR e con tono più ottimista ci mostra come questo si stia rivelando, di giorno in giorno, estremamente preciso e affidabile.

Ogniqualvolta i ‘cerchietti rossi’ dei dati giornalieri collimano esattamente alla curva tracciata seguendo la risultante delle funzioni complesse che hanno creato, lo rimarca con soddisfazione. Come dice Paolo tra loro è nato «più che un colpo di fulmine un colpo di funzione», da quando «hanno cominciato a parlare di numeri e i numeri hanno cominciato a parlare con loro», permettendogli di creare, al posto della sfera di cristallo, un modello matematico che è come una ‘macchina del tempo’ che prevede l’evoluzione del contagio nella speranza di domare l’onda.

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