08 giugno 2021

Un anno di digital contact tracing: una vicenda complessa che ci può dire qualcosa sul digitale

  • Di Dario Pizzul

Era inizio giugno di un anno fa quando il digital contact tracing veniva implementato anche in Italia per il tramite della app Immuni, da quel momento disponibile negli store digitali. Un progetto caratterizzato da grande rapidità nelle sue fasi di design, sviluppo e implementazione, che ha conservato tale rapidità anche nell’ormai chiara fase di declino, iniziata ben prima di questo anniversario. Si tratta di una vicenda complessa, inserita nell’ancora più complesso scenario di COVID-19 a livello globale, che però ci può dire qualcosa sul digitale in generale e sul digitale nel nostro Paese.

Tornando ai primi mesi della pandemia, tra i più bui e sicuramente tra i più incerti, il digital contact tracing emerge come possibile arma aggiuntiva contro il virus. Senza dover ripercorrere nel dettaglio la vicenda e i protagonisti, in Europa non c’era accordo sull’approccio più opportuno da utilizzare per il tracciamento digitale. La stessa questione della privacy, una priorità per tutti, non si prestava a letture allineate da parte dei vari interlocutori, inizialmente principalmente accademici. Proprio sulla privacy ci si è interrogati maggiormente a livello internazionale prima, e anche a livello italiano subito dopo. In un periodo in cui la privazione della libertà di movimento fu accettata senza particolare contradditorio, di fronte alla possibile violazione della privacy da parte di soluzioni di contact tracing digitale la preoccupazione fu molta.

Mentre ci si interrogava su quale approccio al tracing digitale potesse garantire il livello di privacy più alto possibile per gli utenti, e si individuava il Bluetooth come tecnologia più adatta per svolgere questo compito, emerse un problema tecnico importante. Come dichiarato anche da Bending Spoons nel presentare Immuni al Ministero dell’Innovazione, non si riusciva a far comunicare gli iPhone tramite Bluetooth. Apple, infatti, permette di utilizzare questa tecnologia ad una app solo quando l’utente sta interagendo con essa, evidentemente non il caso di Immuni che ha bisogno del Bluetooth anche quando il dispositivo è in tasca.

Questo nodo fu risolto dall’intervento diretto di Apple, che, insieme a Google, il 10 aprile 2020 annunciò che si sarebbe fatta carico di fare funzionare il digital contact tracing sui dispositivi mobili delle due aziende, pressoché la totalità del mercato mobile. Come riconosciuto da molti, quello fu un passaggio decisivo in tutta questa vicenda. Da un alto, il contributo delle due Big Tech permise di far funzionare tecnicamente il digital contact tracing. Dall’altro, dato che non si tratta mai di questioni separate, il protocollo di Apple e Google riguardò anche altre questioni oltre a quelle meramente tecniche del Bluetooth, coinvolgendo in ultima analisi anche il discorso sulla privacy. Le due corporations per il loro protocollo decisero di utilizzare il modello decentralizzato, ritenuto quello più in grado di tutelare la privacy degli utenti, priorità assoluta anche per Apple e Google. Questa decisione di fatto risolse i dubbi della maggior parte dei paesi Europei, tra cui l’Italia, che decisero di adottare il protocollo delle due corporation, e quindi il modello decentralizzato. Chi decise invece di perseguire la strada del modello centralizzato con un protocollo alternativo fu la Francia, che ebbe non pochi problemi con Apple per far funzionare la propria soluzione di digital contact tracing.

Privacy, questioni tecniche e Big Tech sono elementi strettamente legati e solo tre delle numerose pieghe della complicata vicenda digital contact tracing avviata ufficialmente dodici mesi fa. Si tratta di elementi decisivi per questo fenomeno, ma centrali anche per il digitale più in generale. La privacy, più di ogni altra cosa, sembra essere oggi il valore centrale quando si opera in questo ambito. Un ambito che, per forza di cosa, e spesso ce lo si dimentica, deve confrontarsi con ciò che la tecnologia attuale ci permette o meno di fare (vedi il contract tracing, dove si è dovuto ricorrere al Bluetooth, tecnologia non progetta per rilevare la distanza). Da ultimo, bisogna considerare che, soprattutto quando si vuole operare con gli smartphone, bisogna fare i conti con colossi privati che risolvono sì questioni tecniche, ma che hanno spesso risvolti ben più ampi e possono diventare vere e proprie policy.

Condividi sui Social

Ultimo numero Civilità della Macchine

La Rivista - Civiltà delle Macchine

Maggio 2021

Per ricostruire il paese serve un nuovo rapporto tra testa e mani. Per far ciò è necessario superare il gap formativo esistente tra le competenze scientifiche e quelle umanistiche. Il secondo numero del 2021 di Civiltà delle Macchine è dedicato alle prospettive che si aprirebbero con una trasformazione degli istituti tecnici in licei tecnologici, strumenti fondamentali per il perseguimento di un nuovo umanesimo digitale. Sono intervenuti, tra gli altri, Danco Singer, Marianna Madia, Barbara Frandino, Luciano Floridi, Paolo Crepet, Francesco Palmieri e Antonio Manzini.

Sistema Museale

Il Sistema Museale Integrato si presenta quale realtà unica in Italia comprendente musei, archivi storici e altre realtà espositive proprietà di Leonardo, con l’obiettivo di valorizzare e comunicare la memoria storica e tecnologica del Gruppo.

Con il patrimonio industriale che custodiscono, i Musei e gli Archivi vogliono essere un punto di riferimento culturale per rafforzare l’identità di Gruppo e promuoverla come valore all’esterno.

Il Sistema Museale intende diffondere quell’evoluzione tecnologica che è parte del presente e soprattutto del nostro futuro. Promossi da volontari e seniores, per rivolgersi in particolar modo ai giovani, i musei e gli archivi sono strumenti per la permanenza di una storia nella società, conservandone e tramandandone i valori. Come ponti immaginari da attraversare, qui si racconta quel progresso di cui, ancora oggi, Leonardo è protagonista.

Leggi Tutto
Copyright © 2019 Leonardo S.p.A. Privacy & Cookie Policy