21 aprile 2020

Una di quelle persone che in tante occasioni hanno salvato l’Italia: Gianni De Gennaro

  • Di Peppino Caldarola

Una lettera (e un ritratto).

Il generale Luciano Carta è il nuovo presidente di Leonardo. Il dr. Alessandro Profumo è confermato amministratore delegato. Tanti auguri al nuovo presidente e auguri particolari all’AD con cui abbiamo lavorato benissimo.

Il prefetto De Gennaro, “Gianni” per gli amici, cioè per me, lascia dopo sette anni. C’è il suo segno nella storia recente dell’azienda e soprattutto nella nostra esistenza come Fondazione e come rivista.

De Gennaro arrivò in Finmeccanica in tempi difficili e tempestosi. In questi anni Finmeccanica, ora Leonardo, è sparita dalle cronache giudiziarie ed è tema solo di commenti politici, economici, geo-strategici. Una presidenza che ha dato tranquillità e respiro ad una azienda decisiva per il sistema Italia e luogo di lavoro del più grande aggregato di intellettualità scientifica e tecnologica.

De Gennaro è stato, in dialogo stretto con Alessandro Profumo, l’ispiratore della rinascita della rivista e della creazione della Fondazione.

L’idea di ri-editare “Civiltà delle Macchine” era nella testa di Gianni da anni. Quando AD era Alessandro Pansa, persona di grande valore che ora non c’è più, “Gianni” mi chiese di collaborare a innovare l’house organ dell’azienda. Era una rivista molto bella e molto patinata e anche molto costosa. Mi disse subito che la sua ambizione era quella di riprendere in mano, cioè nelle mani dell’azienda, l’invenzione di Leonardo Sinisgalli.

Decidemmo di procedere per gradi. E così andò. Poco per volta cambiammo la rivista che in pratica spaccammo in due con la seconda parte simile al passato e la prima parte più somigliante a quella che è oggi CdM. Gianni mi chiese di elaborare un progetto. Lo feci e aprimmo una bella discussione anche con molti dirigenti di Finmeccanica.

Quando arrivò come AD Mauro Moretti, con cui ho sempre avuto ottimi rapporti personali fin dai tempi in cui ero alla guida dell’Unità, Gianni gli parlò della rivista e del progetto. Lo stesso feci anche io. Moretti inizialmente sembrò convinto, poi con la sua solita franchezza mi disse che Finmeccanica, diventata Leonardo, non poteva dedicare energie e denaro in questa impresa. Finì così una piccolissima stagione. Me ne tornai a casa e con Gianni, come accade da tempo immemorabile, continuammo a telefonarci ogni giorno per commentare i fatti del giorno e anche per dirci cose nostre. De Gennaro, come credo si capisca da queste note, per me non è un amico, ma un fratello. Nei momenti di difficoltà reciproci ci siamo sempre stati.

Quando arrivò in azienda come nuovo AD Alessandro Profumo De Gennaro capì che era possibile riprendere il progetto della rivista. Profumo, non mi importa se mi accuseranno di piaggeria, ho già fatto tanta carriera da non poter essere sospettato di volerla fare ancora, è un interlocutore esigente ma è soprattutto un uomo di cultura e un uomo di fantasia. Così la coppia De Gennaro-Profumo si inventò la Fondazione, che affidò all’on. Luciano Violante, e la rivista la cui testata era stata riacquisita. Se siamo qui, se pubblichiamo cose, sulla rivista di carta e sul sito, che creano interesse, molto dipende dal fatto di aver avuto in De Gennaro, “Dg” per tutti noi, e in Profumo gli interlocutori preziosi.

Era nelle cose che prima o poi il Prefetto avrebbe lasciato l’azienda. E’ normale che io e altri siamo dispiaciuti, senza nulla togliere alla voglia di collaborazione con il nuovo presidente, se lui vorrà. Non so immaginarmi Gianni De Gennaro come pensionato. Ho avuto la fortuna nei miei vari lavori di conoscere tante persone. Ci fu un momento in cui un amico “politico” mi chiese come mai io preferissi frequentare poliziotti invece che giornalisti o politici. So che risposi che loro mi restituivano una immagine veritiera dell’Italia e del potere. Per questo sono stato amico di Antonio Manganelli.

E’ per questo che, quando penso a De Gennaro, penso ad una di quelle persone che hanno in tante occasioni salvato l’Italia. E’ una affermazione forte, ma so ciò che dico.

La rivista e il sito adesso ci sono e credo che ci saranno a lungo e da queste colonne, e da questo sito, mando, e posso dire mandiamo, il mio e il nostro saluto affettuoso a chi ci ha aiutato a nascere. Ciao, Gianni, ci telefoniamo più tardi.

Il romanzo del capo, di Pietrangelo Buttafuoco

Il ritratto di Gianni De Gennaro pubblicato su Il Foglio 12 ottobre 2002. Clicca qui per leggere l'articolo

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