E l’italia prese il volo.
Vita di Renato Bonifacio

Guido Moltedo

UTET, 2010

E l’italia prese il volo. Vita di Renato Bonifacio

E l’italia prese il volo. Vita di Renato Bonifacio

Far volare un Paese. Mettergli, letteralmente, le ali. Farlo volare dentro e oltre i confini nazionali, nel mondo che si va facendo sempre più piccolo sempre più in fretta. In Italia non è mai stata impresa facile, anzi. Eppure qualcuno ci è riuscito, nel silenzio dei media e della memoria, se non proprio della storia. Uno su tutti: Renato Bonifacio, ingegnere, manager, visionario, uomo avventuroso eppure capace di muoversi senza rompere il più piccolo ninnolo nella cristalleria della politica, nazionale e internazionale. La mente a Napoli, il cuore a Milano, quando il senso comune vorrebbe il contrario, a dire di una complessità e originalità fertili come poche. Napoli o Milano, questo piccolo dato biografico che rasenta l’aneddoto se non l’oleografico si può leggere però come metafora della partita più importante che Renato Bonifacio gioca fino agli anni Ottanta: Europa o Stati Uniti? L’alleanza con l’Europa disunita o con il colosso americano? Si porterà appresso tutta la vita, Bonifacio, l’accusa esplicita o strisciante di avere scelto, quasi un tradimento, quell’America che pure era il nostro principale alleato politico e sogno collettivo. Ma per lui il punto non era politico. Era la sua azienda, erano le pari dignità, il riconoscimento di un ruolo non subalterno. Insomma, accordi alla pari o niente. Questo lo spartiacque manageriale, politico, umano che ha sempre guidato le scelte di Renato Bonifacio. Fa e disfa, dunque, Bonifacio, lungo i decenni, con Aeritalia fa volare il Paese, ma quando muore, nel 1988, solo poche righe, e solo su un paio di giornali. Un grande stordito silenzio che questo libro finalmente squarcia. Storia di un uomo, storia di un’azienda, storia misconosciuta di un pezzo importante del sistema Paese. Storia di un pioniere che è riuscito a far volare in alto l’Italia. “La ricostruzione dell’attività imprenditoriale di Renato Bonifacio costituisce un’iniziativa di estremo interesse non solo per trasmettere ai posteri la memoria di una delle persone che più hanno lasciato la propria impronta nello sviluppo dell’industria italiana, ma anche per fare luce sui rapporti fra imprese pubbliche e imprese private e sugli ancora più complessi rapporti fra governo e imprese in uno tra i periodi più difficili della storia del nostro paese” (Romano Prodi).

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