M-346. Biografia di un aereo

Marco Sotgiu

UTET, 2010

M-346. Biografia di un aereo

M-346. Biografia di un aereo

La storia dell’M-346 viene raccontata attraverso le parole dei manager e degli ingegneri che nel corso di quasi vent’anni l’hanno immaginato, progettato e realizzato. L’M-346 oggi è, nella categoria degli addestratori avanzati, il miglior velivolo al mondo, l’unico capace di simulare efficacemente le prestazioni, i sistemi e il cockpit di tutti gli aerei da caccia di ultima generazione, dall’Eurofighter al Gripen, dal Rafale all’F-22, al JSF. La sua storia inizia però da molto lontano, dalla crisi aperta nel 1989 nell’industria aeronautica dalla caduta del Muro di Berlino, e al tempo stesso dalle opportunità create dalla grande stagione di libertà seguita al 1989. Il romanzo racconta l’avventura di quest’aereo addestratore avanzato costruito dall'azienda varesina Aermacchi, è al tempo stesso una spy story, un caso internazionale, un esempio di modello industriale di avanguardia. Il punto di vista che tiene insieme tutto questo è il racconto di chi l’ha costruito, di chi ha seguito giorno per giorno la sua nascita e la sua vita. All’inizio è la crisi politica ed economica della fine degli anni Ottanta a spingere gli ideatori verso il progetto di un nuovo aereo. Ma ben presto la necessità di stringere alleanze internazionali li fa viaggiare verso Est, verso l'ex Unione sovietica, dove trovano un partner (la russa Yakovlev) disposto a partecipare al progetto. Quando la crisi russa da una parte e la necessità di stringere i tempi per un progetto occidentale dall'altra prevarranno si arriverà al divorzio tra Aermacchi e Yakovlev. Nel 2004 I'M-346, da un anno sulla rampa di lancio di Finmeccanica, si alza da terra nella sua versione più completa. Ma poi ancora la sua corsa non è finita, cambia colore, diventa sempre più sofisticato, comincia a volare in giro per il mondo, dai saloni di Londra e Parigi al deserto degli Emirati arabi, dalla Grecia a Singapore. Un viaggio che ancora oggi non è finito. La storia dell'M-346 è allo stesso tempo un capitolo di geopolitica e un intreccio di “vite minime”, sul sottilissimo crinale tra retorica e minimalismo. Una storia sconosciuta e appassionante, da qualunque angolo si guardi.

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